Prelievi bancomat o allo sportello possibili oltre 3.000 euro?

Prelievi ai bancomat e allo sportello delle banche anche oltre i 3.000 euro? Facciamo chiarezza.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Prelievi ai bancomat e allo sportello delle banche anche oltre i 3.000 euro? Facciamo chiarezza.

Dall’1 gennaio di quest’anno, con l’entrata in vigore della legge di stabilità 2016, il tetto all’uso del contante è stato elevato dai 1.000 ai 3.000 euro, ammorbidendo le previsioni precedenti, ritenute eccessivamente rigide, visto che non avevano paragoni al mondo. Ci poniamo adesso un’altra domanda, frutto del dubbio che coglie diversi italiani, spesso disinformati e altre volte disorientati dalle stesse banche. Posso prelevare al bancomat o allo sportello dell’istituto più di 3.000 euro in un’unica soluzione?

In rete, più di un cliente ha lamentato il fatto che qualche funzionario di banca avrebbe negato il consenso al ritiro di somme superiori ai 3.000 euro, sostenendo che ciò sarebbe in contrasto con le norme anti-riciclaggio. Insomma, chi prelevasse 3.001 euro rischierebbe una denuncia o almeno una segnalazione alle Procura della Repubblica. Ma è vero?

Divieto uso contante, quali limiti

Niente affatto. Oggi come prima, quando il divieto dell’uso del contante scattava oltre i 1.000 euro, tale tetto può essere superato senza problemi all’atto del ritiro del denaro contante dal bancomat o allo sportello. Infatti, non si tratta qui di infrangere la norma sulla tracciabilità, in quanto il denaro prelevato è vostro, per cui non si realizza alcun trasferimento tra due soggetti, che è la fattispecie oggetto del divieto oltre la suddetta soglia dei 3.000 euro.

Dunque, ciò che oggi non potrei fare in Italia è, ad esempio, pagare il mio idraulico per 4.000 euro, a seguito di lavori, senza passare per un bonifico o un assegno o altro movimento tracciato. Ma se ritiro denaro mio, non si ha alcun trasferimento di proprietà, trattandosi semplicemente di sottrarre la somma dalla custodia della banca.

 

 

 

Prelievi bancomat, limiti non normativi

Inoltre, si tenga anche presente che il ritiro di ogni somma agli ATM o allo sportello è tracciato, nel senso che l’operazione viene registrata, per cui quand’anche quel denaro venisse utilizzato per scopi illeciti o per sottrarre pagamenti al Fisco, ve ne resterà memoria nelle banche dati a cui hanno accesso gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate e nel caso ravvisassero qualcosa di anomalo, potrebbero chiederne spiegazioni.

Per questo, il consiglio è di fare ugualmente attenzione a non confondere la liceità dell’operazione con l’assenza di spiegazioni richieste. Se ritiro in un solo colpo 10.000 euro dalla banca, il funzionario dell’istituto potrebbe segnalare il movimento all’Agenzia delle Entrate, che potrebbe avviare accertamenti. Non avrebbe niente a che fare con il superamento del tetto dei 3.000 euro, quanto con i dubbi sollevati sull’utilizzo di una somma di tale entità.

Infine, una precisazione: le condizioni contrattuali imposte dalle banche ai clienti potrebbero limitare (accade sempre o quasi) i prelievi quotidiani e/o mensili di contante con bancomat o carta di credito. Molti istituti, ad esempio, non consentono di prelevare agli ATM più di 250 euro al giorno e 3-5.000 euro al mese. Queste limitazioni non hanno niente a che vedere con le norme anti-riciclaggio e il divieto di uso del contante oltre un certo tetto, bensì riguardano la volontà dell’istituto di impedire che il conto corrente del cliente si svuoti improvvisamente, creando problemi di liquidità.

 

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Argomenti: Conti e carte