Open Banking: il Covid-19 ha portato alla velocizzazione dei servizi finanziari

Dal report di Tink emerge che cresce l'interesse degli italiani per l'open banking. Con il Covid-19 si riscontra una velocizzazione dei servizi finanziari.

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Cresce l’interesse degli italiani per l’open banking. Proprio per questo Tink (una delle principali piattaforme di open banking in Europa) ha effettuato un report per cercare di capire l’andamento di questa nuova tecnologia. Con l’accelerazione digitale dello scorso anno (a seguito dell’emergenza da Covid-19) l’interesse delle persone per tale tecnologia è cresciuto. Per questo i dirigenti finanziari italiani credono che le banche debbano adeguarsi il più velocemente possibile.

Il report di Tink sull’open banking

Un nuovo report pubblicato dalla piattaforma di open banking suggerisce che l’emergenza da Covid-19 ha accelerato il passaggio ai servizi finanziari digitali. A seguito della pandemia, infatti, le istituzioni finanziarie sono dovute diventare più digitali per servire al meglio i propri clienti. Questi ultimi, invece, di ogni fascia di età, hanno dovuto imparare ad usare i nuovi servizi digitali. Ciò ha portato ad una velocizzazione dei servizi finanziari.
In Europa il 65% dei dirigenti finanziari pensa che le banche debbano adeguarsi il più velocemente possibile al nuovo sistema. In Italia la percentuale di coloro che lo credono è ancora più alta con il 74%. Con la nuova fase di digitalizzazione si è registrata una maggiore volontà da parte delle istituzioni finanziarie di sfruttare la tecnologia e trovare delle soluzioni da mettere in campo per l’emergenza da Covid-19.

Open Banking: le tre macro aree principali

Dall’analisi di Tink emerge che con la pandemia le istituzioni finanziarie europee si sono concentrate su tre macro aree principali. Il 74% dei dirigenti pensa che la priorità sia quella di migliorare i servizi digitali mentre il 70% la customer experience. Per il 68% dei dirigenti finanziari, invece, ci sarebbe un’attenzione più alta legata alla ripresa della redditività.

Ciò mediante l’ordinamento dei processi aziendali e la meccanizzazione.
In Italia la situazione è simile: per il 69% dei dirigenti la priorità è legata alla redditività. Per il 66% al miglioramento dei servizi digitali e all’attuazione della customer experience.

Open Banking: transazione al digitale, fenomeno a breve termine?

Nonostante i cambiamenti nel settore dei servizi finanziari per il Covid-19, il 64% dei dirigenti finanziari italiani pensa che la transizione digitale sia un fenomeno a breve termine. Credono poi che il tutto tornerà a breve a com’era prima del 2020. Solo il 60% contro il 67% della media europea, poi, crede che la pandemia abbia aumentato il rischio di impresa.
Marie Johansson, Country Manager di Tink in Italia, pensa che la digitalizzazione in un momento come quello che stiamo vivendo sia stata un aiuto prezioso. Ha reso infatti possibile l’interazione tra clienti e banche. Queste ultime, però, adesso dovranno il più velocemente possibile implementare le collaborazioni fintech. Rispetto alla media europea, il nostro paese è ancora scettico in merito al passaggio al digitale per i servizi finanziari. Si registra però un interesse sempre maggiore nei confronti dell’internet banking. Questo a prova che la trasformazione digitale non potrà essere un fenomeno transitorio.

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