Mutuo tasso fisso sempre più conveniente: risparmi 5.000 euro da inizio anno

Mutui a tasso fisso più convenienti rispetto all'inizio dell'anno, stringono le distanze con quelli a tasso variabile.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Mutui a tasso fisso più convenienti rispetto all'inizio dell'anno, stringono le distanze con quelli a tasso variabile.

In un articolo di ieri, vi avevamo dato conto dei risultati Abi del mese di maggio, mese in cui i nuovi mutui sono stati contratti a tasso fisso nel 61% dei casi, ribaltando la tendenza consolidata sul nostro mercato del credito, che vede i mutui a tasso variabile rappresentare i due terzi del totale erogati.

Alla base di questa inversione del trend c’è certamente l’attesa di un rialzo dei tassi più probabile di un ulteriore calo, essendo già scesi a livelli bassissimi e supponendosi che le banche non sarebbero in grado di sostenere un’altra riduzione dei loro margini.

Le variazioni di Euribor ed Eurirs

Tuttavia, c’è anche una relativa convenienza nel contrarre con l’una rispetto all’altra tipologia negli ultimi mesi. Ciò è dovuto al fatto che l’Eurirs, base di calcolo per i mutui a tasso fisso, è diminuito dall’inizio dell’anno di più dell’Euribor, a cui si agganciano quelli a tasso variabile.

Il differenziale all’inizio del 2016 era di 163 punti base tra l’Eurirs a 20 anni e l’Euribor a 1 mese, di 135 con l’Euribor a 3 mesi. Oggi, le distanze si sono ridotte in entrambi i casi a 116 bp e 109 bp rispettivamente, stringendo così di 47 e 26 nel primo e secondo caso.

Andando sulla scadenza dei 25 anni, l’Eurirs era a inizio 2016 più alto dell’Euribor a 1 mese di 167 bp, mentre oggi la differenza è scesa a 119 bp. Rispetto all’Euribor a 3 mesi, si è passati da un differenziale di 159 a uno di 112 bp.

 

 

 

Mutui convenienti con la formula a tasso fisso?

Supponendo che gli spread applicati dalle banche ai mutui siano rimasti costanti per entrambe le tipologie di mutuo in questi mesi, troviamo che per un ammortamento ventennale, stipulare oggi un contratto a tasso fisso rispetto a uno a tasso variabile comporti un onere minore di circa 5.400 euro complessivamente, rispetto all’inizio dell’anno.

E’ naturale, quindi, che un numero crescente di famiglie stia dirottandosi verso la soluzione a tasso fisso, che oltre a diventare un’opzione sempre più rassicurante da un eventuale ritorno alla crescita degli interessi sul mercato, è anche relativamente più conveniente di qualche mese fa. E se i tassi dovessero continuare a scendere, è probabile che a risentirne di più continui ad essere l’Eurirs che l’Euribor, stringendo ancora di più il differenziale e rendendo sempre più vantaggioso il mutuo a tasso variabile.

 

 

 

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Argomenti: Mutui e Prestiti, Mutuo a tasso fisso, Mutuo a tasso variabile, Rate mutuo