Mutuo: può richiederlo solo una famiglia su due

Dopo la crisi del 2008 la percentuale era del 46%, ma nel 2004 erano 62 famiglie su 100 a potersi permettere un mutuo. Lo scenario per il futuro non è dei migliori

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

I dati sull’andamento del mercato immobiliare e sulle relazioni con il segmento creditizio diffusi negli scorsi giorni dall’Agenzia del Territorio, e sviluppati in collaborazione con l’Associazione bancaria italiana, hanno contribuito a tracciare uno scenario poco tendente all’ideale all’interno del mattone tricolore. Stando agli elementi a disposizione in seguito agli studi compiuti dall’Agenzia del Territorio, infatti, emergono opinioni piuttosto pessimistiche circa le attuali condizioni del settore dei finanziamenti a utilizzo immobiliare, con previsioni sul futuro che sono ben lungi dal rappresentare una rosea evoluzione.

Sempre meno famiglie possono indebitarsi

Si prenda ad esempio in considerazione il dato relativo al numero di famiglie che oggi può permettersi un indebitamento per far fronte all’operazione di acquisto della propria casa. La proporzione che secondo l’Agenzia del Territorio è rappresentativa di quella fetta di italiani che dispongono del reddito sufficiente a coprire il costo delle rate, è pari ad appena il 51%. Alla luce di quanto sopra, ne consegue che quasi una famiglia italiana su due non riesce a detenere le risorse reddituali sufficienti per poter adempiere regolarmente ai pagamenti previsti all’interno dei piani di ammortamento, non potendo così accedere alla tanto desiderata transazione immobiliare di compravendita della prima casa. Ad ogni modo, i dati di cui sopra vanno letti in una duplice ottica. La prima è relativa alla formazione dell’elemento proporzionale. L’Agenzia del Territorio ha infatti formulato la rilevazione appena accennata prendendo in considerazione il costo medio di un mutuo a 20 anni a tasso fisso, con un loan-to-value pari all’80%, e con rate che non superano il 30% dello stipendio, percentuale che – trasformata in termini assoluti – non è assorbibile da quasi una famiglia su due. La prassi quotidiana ci insegna tuttavia che il rapporto tra rate e reddito disponibile è spesso ben superiore al 30%, lasciando pertanto aperti dei margini interpretativi ancora da decifrare. In secondo luogo, occorre ricordare che, sebbene la proporzione calcolata dall’Agenzia sia apparentemente molto bassa rispetto a quanto desiderabile, i conteggi sono stati effettuati in un contesto, quale quello italiano, contraddistinto da una forte propensione al mattone, con oltre l’80% delle famiglie che risultano essere già in possesso di un’abitazione (contro percentuali ben più basse dei principali Paesi europei). Il dato che sembra pertanto essere maggiormente utilizzabile per le interpretazioni pessimistiche è quindi, ancora una volta, quello del confronto storico. Nel 2004 la percentuale di famiglie in grado di poter accedere regolarmente a un mutuo era pari al 62%, proporzione poi precipitata al 46% durante il crisi del 2008 ed ora lievemente riportatasi oltre lo scollinamento del 50%. La strada del futuro non è così ben delineata come vorremmo, e non sono pertanto da escludersi improvvisi rallentamenti nella ripresa della variabile.

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Argomenti: Mutui e Prestiti