Mutuo per liquidità da Unicredit : i nostri test

Test effettuati sul Mutuo per Liquidità offerto da Unicredit

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Dopo l’esame approfondito effettuato  qualche giorno fa sul Mutuo per liquidità Unicredit abbiamo deciso di fare i nostri test sui vari tassi di interesse, fisso e variabile (vedi anche Mutuo per liquidità da Unicredit).

 

I tassi: i nostri test a tasso fisso.

Andiamo quindi ad affrontare l’analisi sulla principale condizione di onerosità del mutuo per liquidità, il tasso di interesse. La struttura commerciale del mutuo Contant

e a tasso fisso è piuttosto complessa e suddivisa in quattro forme tecniche che andiamo brevemente a riassumere, al fine di poter comprendere nel migliore dei modi la convenienza (o meno) di questo prodotto rispetto ai principali concorrenti: 

Mutuo Contante TF5: si tratta di un mutuo a tasso fisso per i primi cinque anni. Successivamente, il mutuo continuerà a tasso di interesse variabile, fino a estinzione naturale o anticipata del debito residuo. Ad ogni modo, allo scadere del periodo il cliente potrà chiedere di rinegoziare l’operazione a tasso fisso alle condizioni di mercato dell’epoca della scelta. 

Mutuo Contante TF10: è un mutuo a tasso fisso per i primi dieci anni. Dalla centoventunesima rata in poi, il cliente pagherà rate di importo varabile, poiché la forma tecnica di tasso diventerà indicizzata all’Euribor di periodo, con uno sconto di 0,20 punti percentuali. Il cliente potrà tuttavia optare verso il mantenimento del tasso di interesse fisso, che verrà tuttavia ricalcolato sulla base del costo del denaro del periodo. 

Mutuo Contante TF15: è un mutuo a tasso fisso per i primi quindici anni.  Successivamente, il finanziamento si trasformerà in un mutuo a tasso variabile con parametrazione all’Euribor a tre mesi, e uno sconto sullo spread di 0,20 punti percentuali. Anche in questo caso ricordiamo, comunque, che il cliente potrà scegliere di evitare il passaggio all’applicazione del tasso di interesse variabile, confermando la forma tecnica del tasso fisso, con costo del denaro ricalcolato sulla base dei tassi del momento. 

Mutuo Contante TF20: è un mutuo a tasso fisso “tradizionale”, poiché prevede il mantenimento della forma tecnica di tasso fisso per l’intera durata del piano di ammortamento. Non sono previsti passaggi all’applicazione del tasso di interesse variabile, a meno che il cliente non preferisca rinegoziare l’intero contratto (su disponibilità dell’istituto di credito). 

Alla luce di quanto sopra, segnaliamo pertanto che solamente l’ultima delle quattro versioni del mutuo, il Mutuo Contante TF20, sia in tutto e per tutto un finanziamento a tasso fisso “ordinario”. Nelle prime tre versioni, infatti, ammesso che il cliente non voglia passare all’applicazione del tasso variabile, e voglia pertanto confermare il tasso di interesse fisso, lo stesso verrà ricalcolato al termine del quinto, decimo o quindicesimo anno, mutando (positivamente o negativamente, a seconda delle evoluzioni intercorse) rispetto al parametro iniziale: ne consegue che nelle prime tre versioni del mutuo il cliente non riuscirà a predeterminare con esattezza l’onerosità dell’operazione (elemento che invece contraddistingue il quarto finanziamento). 

Andiamo ora ad analizzare i tassi di interesse delle varie versioni del mutuo. 

Nell’ipotesi di mutuo Contante TF5, il finanziamento prevede l’applicazione di un tasso di interesse pari al 6,30%; nel mutuo Contante TF10 il tasso di interesse sale al 6,95%, per diventare il 7,20% nel mutuo Contante TF15 e nell’ipotesi di mutuo Contante TF20. 

Ipotizzando – nella nostra simulazione – la richiesta di un finanziamento di 100.000 euro a 20 anni, per un rapporto loan-to-value del 50%, il mutuo più conveniente nel mercato bancario italiano risulterebbe essere il Mutuo Spensierato di BNL BNP Paribas, in grado di offrire un tasso finito del 6,20%, con spese di istruttoria pari a 1.000 euro, spese di perizia 250 euro e conseguente TAEG del 6,64%. L’importo della rata del piano di ammortamento è pari a 728,02 euro. 

Tra la migliore offerta del mercato bancario italiano e la proposta di Unicredit vi è pertanto un differenziale di tasso pari a un punto percentuale. Una differenza significativa, se si considera che un mutuo al 7,20% per 100 mila euro, per 20 anni, genera una rata mensile pari a 787,35 euro, contro i 728,02 euro del mutuo BNL, per una differenza netta mensile pari a 59,33 euro, che proiettati sui 20 anni generano un differenziale di montante pari a 14.239,20 euro 

 

I tassi: i nostri test a tasso variabile.

Constatata la non eccezionale convenienza del prodotto Unicredit a tasso fisso (per lo meno, per le scadenze ventennali, mentre migliora la sostenibilità della comparazione per le scadenze più ravvicinate), andiamo ad esaminare cosa accade in caso di richiesta di un mutuo a tasso di interesse variabile

In questo caso, per facilità di analisi, l’offerta di Unicredit è certamente più apprezzabile sotto il profilo della semplicità d’osservazione, visto e considerato che risulta essere proposto un unico prodotto, con una sola offerta sotto il profilo dell’onerosità. 

Il mutuo Contante a tasso variabile presenta infatti un tasso di interesse calcolato sulla base dell’Euribor 365 a tre mesi, maggiorato di uno spread pari a 4,50 punti percentuali per qualsiasi durata compresa tra i 60 e i 240 mesi. Considerato che, al momento in cui scriviamo, il valore dell’Euribor 365 a tre mesi è pari a 1,086 punti percentuali, ne deriva che il tasso applicato al capitale oggetto di mutuo, inizialmente, sarà pari a 5,586 punti percentuali. 

Anche in questo caso, cerchiamo di comprendere se il mutuo Contante di Unicredit possa o meno considerarsi appetibile sulla base di un confronto con i principali termini di riferimento bancario, sul nostro mercato italiano. Ipotizziamo pertanto la richiesta di un finanziamento a tasso di interesse variabile, di 100 mila euro, con un loan-to-value pari al 50%, e una durata del piano di ammortamento pari a 20 anni. 

In questa ipotesi, le offerte più convenienti che abbiamo avuto modo di riscontrare sul mercato sono quelle di BNL BNP Paribas (così come nell’ipotesi a tasso fisso) e quella di ING Direct per quanto concerne le banche alternative. 

BNL, attraverso il suo mutuo Variabile per liquidità, offre infatti un tasso di interesse conteggiato sulla base dell’Euribor a un mese, maggiorato di uno spread pari a 3,60 euro (pertanto, un tasso vicino al 4,30%), con spese di istruttoria pari a 1.000 euro e spese di perizia pari a 250 euro. Di contro, ING Direct azzera spese di istruttoria e spese di perizia, e applica un tasso di interesse pari all’Euribor a tre mesi, maggiorato di uno spread di 3,85 punti percentuali, con un tasso iniziale vicino al 5%. 

Come evidente, in entrambi i casi si tratta di offerte significativamente più convenienti della proposta commerciale di Unicredit. L’auspicio, in questi casi, è che Unicredit, con la propria rete di filiali, abbia margini di manovra abbastanza ampi per poter limare i tassi proposti ai clienti verso il basso, riconducendo la propria proposta sulle soglie offerte dalle migliori condizioni di mercato. 

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Argomenti: Mutui e Prestiti

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