Mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? Ecco tutto ciò che bisogna sapere

Quando si contrae un mutuo, la prima cosa che ci chiediamo è: converrà a tasso fisso o a tasso variabile? Ecco una breve guida che chiarirà le differenze e vi aiuterà nella scelta.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Quando si contrae un mutuo, la prima cosa che ci chiediamo è: converrà a tasso fisso o a tasso variabile? Ecco una breve guida che chiarirà le differenze e vi aiuterà nella scelta.

Sulla rata di mutuo gravano anche gli interessi che posso essere applicati a tasso fisso o a tasso variabile. Il mutuo è un finanziamento a medio-lungo termine, erogato da una banca o da altro intermediario finanziario autorizzato, rimborsabile attraverso pagamenti rateali secondo il piano di ammortamento fissato contrattualmente.

Che cos’è l’interesse sul muto

L’interesse è il compenso che si paga per il prestito di un capitale, in misura percentuale e con riferimento all’anno. L’interesse può essere semplice o composto:

  • è semplice se gli interessi non producono interesse: ossia il capitale fruttifero rimane invariato qualunque sia la durata dell’impegno;
  • è composto quando gli interessi si aggiungono al capitale per produrre a loro volta interesse.

I tassi di interesse comunemente applicati sono: “fisso” o “variabile“, ma recentemente ci sono anche interessi su mutui a tasso “misto“. Poi ci sono le tipologie di tasso  “capped rate” e   tasso “bilanciato“. Si parla di “tasso fisso” quando questo non varia durante la durata del prestito. Si parla di “tasso variabile” quando il tasso varia in dipendenza di determinati parametri, quali i tassi del mercato monetario o finanziario (ad esempio Libor, Euribor, ecc.). Ai parametri di base viene applicato uno “spread” che costituisce il rendimento della Banca. Si parla di “tasso misto” quando durante il periodo di vita del mutuo è possibile modificare, alle scadenze e alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente scegliendo tra tasso fisso e tasso variabile.

Come orientarsi nella scelta dei vari tassi di muto

La scelta tra i diversi tipi di tasso dipende dalla posizione del richiedente il mutuo, esistono dei criteri di massima che possono aiutarvi nella scelta. Il tasso fisso è consigliabile per chi:

  • vuole conoscere gli importi delle rate per tutta la durata del mutuo;
  • vuole conoscere l’ammontare complessivo del debito contratto;
  • vuole avere un reddito fisso;
  • prevede un’inflazione in crescita.

Il tasso variabile è consigliabile per chi:

  • prevede un calo dell’inflazione e quindi del costo del denaro;
  • ha un reddito medio-alto;
  • più propenso al rischio.

Il tasso misto è consigliabile per chi:

  • sottoscrive un mutuo in un periodo di particolare incertezza sull’andamento futuro dei tassi;
  • preferisce non prendere subito una decisione definitiva sul tasso;
  • vuole poter adattare il tasso del mutuo alle future condizioni del mercato.

Il tasso capped rate è consigliabile per chi:

  • vuole mantenere la flessibilità del tasso variabile limitandone i rischi;
  • non vuole rinunciare alla garanzia di un tasso fisso senza però sopportarne i maggiori costi.

Il tasso bilanciato è consigliabile per chi:

  • ha una maggiore conoscenza delle dinamiche dei tassi d’interesse;
  • vuole personalizzare il tasso del mutuo sulla base delle proprie preferenze tra i tassi d’interesse;
  • cerca il miglior equilibrio tra le caratteristiche del tasso fisso e del tasso variabile.

Come si calcolano gli interessi di mutuo a seconda dei tassi applicati

Nei finanziamenti a medio e lungo termine, i tassi generalmente vengono ancorati a quelli del mercato monetario e finanziario, che divengono in tal modo i tassi di riferimento. Per il tasso variabile il tasso di riferimento è l’EURIBOR (euro Interbank Offered Rate ) rilevato dal Comitato di gestione e diffuso come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell’Unione Monetaria europea cedono depositi in prestito. Per il tasso fisso il tasso di riferimento è l’EURIRS ( euro Interest Rate Swap ) rilevato e diffuso come media ponderata della quotazione alla quale le Banche operanti nell’Unione Monetaria europea realizzano l’Interest Rate Swap. Ai tassi di riferimento, fisso e variabile, le Banche sommano una percentuale detta “spread“, che varia da banca a banca.  

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Argomenti: Mutui e Prestiti, Ammortamento mutuo, Mutuo a tasso fisso, Mutuo a tasso variabile