Mutui Usa: richieste in aumento nell’ultima settimana

Aumentano le richieste di mutui ma il mercato immobiliare Usa resta stretto tra pignoramenti e disoccupazione

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Mutui USA

Negli Stati Uniti le richieste di mutui sono balzate del 15,5% nel corso dell’ultima settimana. Un dato sinteticamente positivo, dietro il quale tuttavia si cela la cautela e l’incertezza di chi ha a che fare da anni con un mercato immobiliare, e un collegato comparto finanziario, tutt’altro che consolidato.

Tassi sui mutui Usa

Due possono essere i punti principali di analisi di quanto sta accadendo tra i confini statunitensi. Per quanto concerne il primo elemento, partiamo proprio dal dato fornito dalla Mortgage Bankers Association, secondo cui i finanziamenti sono cresciuti del 15,5% su base settimanale. All’interno di questa variabile occorre tuttavia considerare, oltre la scarsa base di partenza e di raffronto dell’elemento numerico, anche la straordinaria quota destinata ai rifinanziamenti, che ha fatto segnare un rialzo del 23,1% (inimmaginabile per la quota di mutui per acquisto casa), spinti in avanti da un livello dei tassi di interesse che è ancora giudicato come molto conveniente da parte di coloro che stanno optando per una revisione delle proprie condizioni economiche mutuatarie, prima che – anche dall’altra parte dell’Oceano, i tassi di riferimento inizino la loro cavalcata verso soglie meno tenui.

Mercato immobiliare Usa

In secondo luogo, il dato andrebbe combinato con l’andamento del mercato immobiliare residenziale negli States, il quale, contrariamente a quanto sta accadendo sul fronte commerciale, continua a scontare le evidenti difficoltà legate alla combinazione delle determinanti che scoraggiano la ripresa degli investimenti nel real estate. Pignoramenti case Usa – Tra questi, il primo sembra essere attribuibile all’elevatissimo ammontare di case oggetto di pignoramento, ora collocate sul mercato immobiliare a prezzi di sconto rispetto allo standard: un elemento che arricchisce l’offerta commerciale immobiliare con proprietà abitative contraddistinte da un’ampiezza significativa e da prezzi sotto la media, con la conseguenza di generare evidenti pressioni al ribasso nel corso dei valori di mercato delle case già esistenti sul mercato secondario. Usa disoccupazione – Il secondo sub-elemento è invece relativo al tasso di disoccupazione. Se da una parte è pur vero che la soglia psicologica della doppia cifra si sta allontanando, è anche vero che gli Stati Uniti stanno impiegando troppo tempo per costringere il tasso di disoccupazione al di sotto del 9%, un livello ritenuto inaccettabile per garantire una vivace ripresa dei consumi e degli acquisti sul settore immobiliare. Alla luce di quanto sopra, non sorprende pertanto osservare una fredda accoglienza sul dato finanziario legato ai mutui. E’ inoltre probabile, riteniamo, che nel corso dei prossimi mesi le oscillazioni al ribasso possano prevalere su quelle al rialzo, soprattutto se i tassi di interesse – come sembra presumibile – dovessero iniziare a crescere in maniera più corposa, scoraggiando così le operazioni di rifinanziamento che, fino ad ora, avevano permesso al comparto creditizio immobiliare di poter sopravvivere a velocità di crociera.

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Argomenti: Mutui e Prestiti

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