Mutui Spagna: sulla morosità mutui arrivano nuove regole

La Spagna cerca di tamponare le ferite della recente crisi immobiliare

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Crisi immobiliare Spagna

Il governo spagnolo guidato dal premier Zapatero ha ceduto. Le richieste degli indignados, che da intere settimane hanno assunto le proporzioni di una protesta dai toni alternativamente accesi, sono infatti state parzialmente accolte dalla guida socialista del Paese iberico, che attraverso il vice premier Alfredo Rubalcaba ha reso noto di aver adottato un decreto a maggiore protezione dei mutuatari morosi.

Nuove regole morosità mutui Spagna

Ma in cosa consiste la novità spagnola? Cercare di effettuare un parallelismo con il nostro Paese non è agevole, visto e considerato che le due nazioni posseggono sistemi in discreta parte differenti per ciò che concerne la gestione delle relazioni creditizie, pre e post sofferenza. Si può tuttavia affermare che le introduzioni del governo Zapatero nella locale normativa vigente sono principalmente due. Con la prima, viene estesa la quota di reddito personale e familiare che non si può utilizzare per soddisfare le pretese creditorie delle banche dopo il sequestro della proprietà immobiliare oggetto dell’originario contratto di finanziamento. In altri termini, successivamente al sequestro della casa, le banche potranno rivalersi sulla quota di reddito personale che eccede i soli 961 euro, considerati quindi come il reddito indispensabile per il mantenimento di un minimo di adeguatezza nel tenore di vita dei cittadini spagnoli, contro i precedenti 700 euro. La soglia è inoltre portata in aumento a 1.350 euro se all’interno del nucleo familiare vi sono almeno due soggetti fiscalmente a carico. La seconda novità riguarda invece il procedimento di vendita all’asta della proprietà immobiliare precedentemente acquistata grazie al mutuo. Molto spesso le case oggetto di esproprio e di successiva vendita all’incanto passavano di mano per cifre davvero irrisorie rispetto al reale valore di mercato del bene, contribuendo non solo a ridurre le possibilità di soddisfazione del creditore, e di liquidazione del residuo in favore dell’ex proprietario, ma altresì a inquinare i prezzi commerciali nel mercato immobiliare locale, esercitando pressioni al ribasso nel corso dei valori di negoziazione. Ebbene, stando alla seconda novità introdotta attraverso decreto, la casa oggetto di sequestro e di rivendita forzata non potrà essere venduta all’asta ad un prezzo inferiore al 60% del suo prezzo iniziale, contro una percentuale precedentemente indicata nel 50%.

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Argomenti: Mutui e Prestiti

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