Mutui on line: trasparenza dei siti di consulenza finanziaria

Un indagine della Commissione Europea rivela la poca trasparenza delle informazioni fornite dai siti di consulenza finanziaria on line

di Alessandra De Angelis, pubblicato il

La richiesta di  mutui online ha fatto registrare negli ultimi mesi una crescita esponenziale (in media sono il 6% del totale di domande), complici la crisi economica e le difficoltà di accesso ai prestiti (o i lunghi tempi di attesa) direttamente presso le filiali degli istituti bancari. Nel 2011 le richieste tradizionali di mutuo sono diminuite del 20%, mentre quelle attraverso il canale web sono aumentate del 25%. Richiedere un mutuo on line è sicuramente più veloce: grazie ai siti comparatori di prezzo peraltro basta inserire i propri dati per avere una panoramica ampia di diversi preventivi su misura. Ma è anche altrettanto sicuro?

A porre l’accento sulla questione sicurezza è stata la Commissione Europea che, dopo un’indagine che ha coinvolto più di 500 siti di aziende europee che erogano credito al consumo on line, ha evidenziato grandi falle per quanto riguarda la trasparenza delle offerte e delle condizioni contrattuali.

Nel 70% dei preventivi forniti on line le informazioni sono incomplete e i costi aggiuntivi (che alla fine hanno un peso non irrilevante sul totale) sono spesso omessi. Su 562 ben 393 siti non rispettano le norme base sulla trasparenza e di questi 13 sono italiani.

Tra le informazioni mancanti o carenti spiccano il riferimento al Taeg, ossia al tasso annuo effettivo globale, voce che incide molto sul costo effettivo del prestito ma anche la natura del tasso di interesse, fisso o variabile, la durata del contratto e altre varianti importanti per avere un preventivo corrispondente al vero. In alcuni casi non sono inclusi commissioni, oneri e tasse aggiuntive, la necessità di stipulare un’assicurazione e le eventuali modalità di reclamo.

Ma cosa prevede la normativa italiana in materia? Da giugno 2011 è in vigore nel nostro Paese la direttiva 2008/48/CE che prevede per gli intermediari finanziari o gli istituti di credito l’onere di fornire ai clienti, o potenziali tali, le informazioni necessarie per avere una visione completa delle condizioni contrattuali e dei costi.

Gli utenti confermano questa mancanza: anzi l’indagine è nata proprio dietro lo stimolo di molte denunce presentate dai consumatori.

Per le aziende che non modificano le informazioni sui portali sono previste consistenti multe.

 

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Argomenti: Conti e carte, Mutui e Prestiti