Mutui: arrivano gli aumenti, ecco le variazioni dei tassi delle principali banche italiane

Arrivano gli aumenti seppur contenuti dei mutui fissi e variabili: ecco le variazioni dei tassi delle principali banche italiane.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Arrivano gli aumenti seppur contenuti dei mutui fissi e variabili: ecco le variazioni dei tassi delle principali banche italiane.

Alle telecamere nascoste della trasmissione “Stasera Italia” il dipendente di una Banca ha comunicato che dall’inizio dell’anno i tassi dei mutui sono “leggermente aumentati“. Lo stesso ha comunicato che con lo spread in aumento le Banche devono tutelarsi e cercano quantomeno di aumentare i guadagni interni. Il modo più immediato, quindi, è quello di aumentare i tassi dei mutui. Come comunica IlSole24Ore l’elenco delle Banche ad avere aumentato i tassi diviene sempre più fitto e ciò comporterà un rincaro dei mutui futuri a tasso fisso tra i 10 ed i 30 punti base e di 20 per quelli variabili. Ecco i dettagli.

Aggiornamenti novembre 2018

Come comunica IlSole24Ore la prima Banca ad aggiornare il tasso dei mutui è stata la Intesa San Paolo lo scorso luglio. L’aggiornamento è stato dello 0,05% ovvero di 5 punti sui mutui a tasso fisso. Ve ne sono poi state delle altre ad aumentare i tassi ed ultima tra tutte è l’Unicredit. Per quanto concerne tutte le variazioni dei tassi (come comunicato sempre dal IlSole24Ore), ecco le cifre:

  • al 1° luglio 2018 vi è stato un aggiornamento su tasso fisso di 5 bp per Intesa San Paolo,
  • il 1° agosto la Credem ha aggiornato i tassi fissi di 5-10 bp fino a 20 anni,
  • nel medesimo periodo la Mps ha aggiornato di 10-20 bp e di 5-20 bp su variabili,
  • il 1° settembre Intesa San Paolo ha aggiornato i tassi di 10 basis point fino a 15 anni sui variabili,
  • il 6° settembre è stata la volta della Ing Direct  che ha diminuito lo spread sul variabile per una media di -20bps,
  • il 1° ottobre il Banco BPM ha aggiornato i tassi di 15 bp oltre 20 anni sui fissi,
  • sempre il 1° ottobre la Cariparma ha ritoccato i tassi fissi di 10-15 bp,
  • il 1° ottobre CheBanca ha effettuato un ritocco di 15 bp sui fissi e di 10 bp sui variabili,
  • c’è stato poi il 1° ottobre un nuovo ritocco di Intesa San Paolo di 15-20 bp sui fissi,
  • l’11 ottobre è toccato alla Deutsche Bank con 10 pb sui variabili,
  • il 15 ottobre la Ubi Banca ha ritoccato i tassi dei mutui fissi di 5 pb per l’acquisto e di 20 pb per la surroga,
  • il 15 ottobre l’Unicredit ha aggiornato i tassi fissi di 15-50 pb,
  • il 15 ottobre la Webank ha aggiornati i fissi di 15 pb,
  • il 16 ottobre la Banca Sella i tassi variabili di 10 pb,
  • il 16 ottobre la BNL i tassi fissi fissi di 10-25 pb,
  • il 16 ottobre la MPS ha aggiornato di 10-20 pb i fissi e di 10-20 pb i variabili,
  • il 19 ottobre la BPER Banca ha aggiornato di 25 pb i tassi per mutuo fisso surroga e 25 pb per surroga variabile,
  • il 25 ottobre la Banca Sella ha aggiornato i tassi di 10 pb a 10 anni sui fissi e di 15 pb sui variabili,
  • il 29 ottobre la UbiBanca ha aggiornato i tassi fissi di 10 pb per  mutuo acquisto e di 20 pb nonché per i variabili di 10 pb per mutuo acquisto e 20 pb per surroga,
  • il 30 ottobre la Credit Agricole ha aggiornato i tassi fissi di 5-16 pb,
  • il 1° novembre la Banca Intesa San Paolo ha aggiornato il prezzo di 3-10 pb per i mutui fissi sotto l’80%,
  • il 1° novembre la WeBank ha aggiornato i tassi fissi di 5-15 pb per mutuo acquisto e 10 pb per surroga,
  • il 6 novembre la Credite Agricole ha aggiornato i tassi variabili di 10 pb per acquisto e di 15 pb per surroga,
  • il 7 novembre 2018 la Banca Sella ha aggiornato i tassi fissi di 10 pb a 10 anni, 5 pb a 15-20 anni e di 5 a 25 anni ed infine
  • il 15 novembre la Unicredit Banca ha aggiornato i tassi fissi di 10-30 pb e quelli variabili di 20 pb.

I ritocchi dei mutui potrebbero non essere finiti

Come spiega Carlo Messina, che è l’Amministratore Delegato della Banca Intesa San Paolo, i ritocchi sui tassi potrebbero continuare. Ciò dipende in grossa misura dallo spread che nelle ultime settimane è arrivato a quota 300 ed ha indebolito il patrimonio delle banche. Il trend, però, come comunica IlSole24Ore riguarderà soltanto i mutui futuri: chi li ha in essere, siano essi fissi o variabili, non risentirà di quanto sta succendo a causa dello spread. Questo perché il fisso ne è dispensato mentre il variabile è legato agli indici Euribor. Questi ultimi, poi, non sono legati all’aumento dello spread “btp-bund”.

Leggete anche: Mutui: quanto incide lo spread sui tassi e chi potrebbe osare di più?.

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Argomenti: Conti e carte, Mutuo a tasso fisso, Mutuo a tasso variabile, Prestiti