MPS, cosa rischiano i correntisti?

I risparmiatori non devono temere: MPS è una banca liquida ed esistono tutele anche nel caso di crac

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

monte paschi conto correnteSembra serpeggiare la stessa paura del 2008, quando il fallimento di Lehman Brothers irruppe nelle vite quotidiane di milioni di risparmiatori italiani, che si chiesero allora se non fosse il caso di ritirare i propri conti depositati in una qualche banca. Per fortuna, la corsa agli sportelli non ci fu e il sistema bancario resse. Oggi, il timore si diffonde per il caso MpS, la terza banca italiana, sconvolta dagli scandali sui derivati e sulle perdite nascoste negli esercizi passati (per uno sguardo d’insieme si legga: MPS, un aumento di capitale in piena bufera finanziaria).  

Crisi Monte Paschi: i correntisti non devono avere alcuna paura

La domanda che molti risparmiatori con un conto corrente MpS si fanno è: devo temere per i miei soldi? La risposta è: no! Anzitutto, perché Siena non sta fallendo. Malgrado le grandi difficoltà finanziarie, l’istituto sarà presto assistito con un prestito dello stato di ben 3,9 miliardi, quasi una volta e mezza di quanto vale in borsa oggi. E in ogni caso, vale la pena sottolineare come i problemi di Rocca Salimbeni siano più di natura tecnica, che non di solvibilità e men che mai di liquidità. La banca, cioè, senza i Monti-bond non avrebbe i requisiti minimi imposti dall’Eba, che prevedono da un anno a questa parte criteri patrimoniali più stringenti, come il Core Tier1 minimo del 9%. Fino a pochi mesi fa era al 5,5%, quindi, non è assolutamente il caso di allarmarsi. Altro punto in favore dei risparmiatori: anche in caso di fallimento, il Fondo interbancario di tutela dei depositi prevede l’assicurazione fino a 100 mila euro per ciascun titolare. Quindi, fino a quella cifra i risparmi non possono essere toccati, nemmeno se la banca dovesse chiudere battenti e il rimborso avverrebbe entro 20 giorni lavorativi, più altri dieci in caso di proroga da parte della Banca d’Italia. In un mese al massimo, quindi, ciascuno sarebbe in pieno possesso della somma depositata. E vale la pena chiarire che nel caso di conti cointestati, ciascuna testa avrà diritto fino a 100 mila euro di rimborso, mentre nel caso di più conti di un unico titolare, la somma massima rimborsabile sarà sempre 100 mila euro.  

Fallimento MPS: gli unici che rischierebbero sono i possessori di azioni e di obbligazioni

Per i depositi di azioni, titoli di stato, oro e obbligazioni il problema non sussiste: se la banca fallisce, tornano al legittimo proprietario. Diverso sarebbe il caso dei titolari di azioni e obbligazioni MpS. Qui, il rischio di perdite sussiste, anche se per i bond esistono gradi di copertura dal rischio. Anche per gli investimenti in fondi comuni ci sarebbero alcune garanzie, dato che i titoli sarebbero conservati in istituti terzi ( Obbligazioni MPS: i rischi che si potrebbero correre e Azioni MPS: i rischi che si corrono) Per chi volesse vendere le obbligazioni, si consiglia di non compiere gesti affrettati, in quanto il rischio di mancato rimborso alla scadenza è minimo, mentre in queste sedute i titoli potrebbero anche sprofondare per l’effetto psicologico degli scandali, causando perdite anche rilevanti di capitale. Discorso simile per le azioni, dato che gli analisti prevedono un prezzo obiettivo grosso modo simile ai valori attuali, avendo anche scontato le perdite prima nascoste dai dati ufficiali.  

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Argomenti: Conti e carte