Mercato degli immobili all’asta: calo del 65% da luglio a settembre, il mese in corso fa ben sperare

Immobili all'asta da luglio a settembre 2020: i dati. Il mese in corso fa bene sperare.

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Immobili all'asta da luglio a settembre 2020: i dati. Il mese in corso fa bene sperare.

Giulio Vicenza il co Founder di Reviva, la prima azienda specializzata nella vivacizzazione delle aste, comunica che da luglio fino a settembre c’è state un calo delle aste immobiliari del 65% rispetto al 2019. I dati del mese di ottobre, però, fanno ben sperare. Le nuove misure messe in atto sanciranno un nuovo calo?

Immobili all’asta da luglio a settembre 2020: i dati

Il team di data scientist di Reviva, l’azienda il cui fine è quello di aumentare il numero di immobili venduti all’asta per evitare che si svalutino a causa delle aste deserte, ha studiato l’andamento del mercato degli immobili all’asta nell’ultimo trimestre da luglio a settembre. Dai dati ricavati è emerso che nel totale le aste sono state 19.162. Tale dato risulta molto più basso se si confronta con i dati degli stessi 3 mesi del 2019 che indicava 54.212 aste battute. Il calo, quindi, è stato del 65%. Nel solo mese di settembre, infatti, le aste sono state 13.032 contro le 25.111 dello scorso anno mentre il valore complessivo degli immobili all’asta è stato di 2,7 miliardi nel 2020 contro i 7,2 miliardi nello stesso arco temporale del 2019. Rispetto all’anno scorso, quindi, il calo è di circa il 62%. Reviva comunica che per valore di immobile (dato preso in analisi) si intende il prezzo minimo con il quale si può acquistare un immobile e non quello effettivo di aggiudicazione.

Aste immobiliari ottobre 2020

Il mese in corso fa sperare in una ripresa in quanto le aste fissate sono 19.696 mentre nel 2019 27.037 con una differenza soltanto del 27%. Questo segnale è positivo e ha fatto credere che a novembre si possa tornare ai numeri vicini al 2019. Purtroppo l’aggravamento della situazione sanitaria non prospetta scenari positivi.

In merito al calo delle aste immobiliari, Giulio Licenza ritiene che i motivi sono stati essenzialmente due: la ripresa lenta dell’attività dei tribunali dopo il lockdown ed il fermo delle vendite degli immobili prima casa che rappresentavano il 36% degli immobili messi all’asta. Secondo Licenza per cercare di venire in aiuto si sarebbero potute fissare le aste anche ad agosto ma il sistema di giustizia ha chiuso per ferie.

Il co Founder di Reviva ha spiegato inoltre che nonostante le informazioni che circolano, i privati hanno interesse nelle aste immobiliari e che Reviva dopo lo stop ha ripreso a vivacizzare le aste continuando a portare a questo mercato persone interessate e potenziali acquirenti.

La digitalizzazione del mercato delle aste immobiliari: effetto lockdown

Sicuramente il lockdown ha impattato molto sul processo di vendita del settore immobiliare  ma ad oggi c’è anche chi decide di partecipare ad un’asta immobiliare anche solo consultando la pratica fornita dall’azienda e la documentazione fotografica. L’emergenza sanitaria, infatti, ha accelerato il processo di digitalizzazione di tanti comparti dell’economia e tra questi anche il settore immobiliare. Sempre più agenzie mettono infatti a disposizione video e virtual tour a disposizione dei loro clienti.

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