L’immensa Marina Abramovic in mostra a Firenze: cosa attendersi – info, orari e biglietti

A Palazzo Strozzi di Firenze la mostra dedicata a Marina Abramovic, una delle artiste più importanti degli ultimi decenni.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
A Palazzo Strozzi di Firenze la mostra dedicata a Marina Abramovic, una delle artiste più importanti degli ultimi decenni.

Imperdibile la mostra di Marina Abramovic che si terrà a Firenze, nella cornice del Palazzo Strozzi, dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019. Si tratta di una delle artiste che, mescolando generi e tipologie artistiche differenti, ha saputo raccontare al meglio i profondi abissi dell’animo umano e dell’epoca contemporanea. Il punto di forza dell’arte rivoluzionaria di Marina Abramovic sta tutta nel modo mediante il quale ha rivoluzionato il concetto stessi di performance utilizzando il proprio corpo spesso in maniera estrema e, ancora oggi, assolutamente disturbante. Prima di parlare delle caratteristiche della mostra di Firenze, non possiamo non raccontare due delle sue performance più famose.

Le performance di Marina Abramovic: cosa attendersi

La mostra di Marina Abramovic a Firenze ripresenterà, tra le altre cose, alcune sue famosissime performance affidate a gruppi di performer formati proprio per questa occasione. Non sappiamo quali saranno, ma ne vogliamo raccontare due che hanno fatto la storia.

La prima si svolse nel 1974 a Napoli, nello Studio Morra, e porta il nome di Rhythm 0: l’artista per 6 ore è stata immobile e a completa disposizione del pubblico, che poteva usare sul suo corpo qualunque strumento che si trovava a disposizione su un tavolo, dai fiori all’innocua acqua, arrivando fino strumenti di tortura e una pistola carica. Alla fine della performance l’artista si ritrovò denudata, ferita, sfregiata, con i vestiti strappati e qualcuno che le puntava la pistola contro. Interessante la conclusione: alla fine di tutto, il pubblico non riusciva a sostenere lo sguardo imperturbabile dell’artista che passava sui loro volti. L’uomo – questo dimostra la performance – è sempre pronto ad approfittare della debolezza altrui e a fare violenza, ma non riesce a sostenere la vergogna e lo sguardo di chi subisce.

La seconda si svolse nel 1977 a Bologna, nella Galleria d’Arte Moderna, e porta il nome di Imponderabilia: semplicissima nella realizzazione fu interrotta dalla polizia. Ebbene, chiunque volesse visitare la galleria e la mostra dedicata alla Abramovic doveva passare attraverso una porta stretta ai cui lati si trovavano i corpi nudi dell’artista e del suo compagno – non si poteva non sfiorare i corpi nudi dei performer se si voleva entrare.

La mostra a Firenze di Marina Abramovic: le info utili sulla collezione, orari e prezzi

Si tratta di un evento davvero importante: la retrospettiva su Marina Abramovic si compie di circa 100 opere le quali offriranno un panorama completo di tutta l’esperienza dell’artista serba. Ci saranno video, installazioni, fotografie, oggetti, dipinti e l’esecuzione dal vivo di alcune delle performance più famose dell’artista; interessante anche il modo con cui l’artista moderna si confronterà con una cornice rinascimentale, il Palazzo Strozzi, la maniera mediante la quale deciderà di mostrare sé stessa e la sua opera. Gli orari saranno i seguenti: tutti i giorni inclusi i festivi dalle 10.00 alle 20.00 e il giovedì dalle 10.00 alle 23.00; per ottenere informazioni il telefono è +39 055 2645155 e l’email [email protected] Per le prenotazioni chiamare dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle18.00 al +39 055 2469600 o scrivere a [email protected] Il prezzo del biglietto è di 12 euro, con 1 euro in più per la prevendita qualora lo si acquisti online dal sito del Palazzo Strozzi di Firenze.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e prodotta da Moderna Museet di Stoccolma grazie alla collaborazione con altre strutture, Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk e Bundeskunsthalle di Bonn. È a cura di Arturo Galansino della Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling del Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn.

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Argomenti: Eventi, Curiosità