Italia fuori dall’euro? Investimenti e possibili scenari

un referendum per uscire dall'euro anche in Italia? Ma cosa accadrebbe alle nostre finanze?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
un referendum per uscire dall'euro anche in Italia? Ma cosa accadrebbe alle nostre finanze?

Dopo la decisione del popolo britannico di uscire dall’euro, anche in Italia c’è chi vuole un referendum che permetta l’uscita dall’euro. C’è chi rivendica i confini nazionali rimanendo sì nell’Europa ma fuori dall’euro.

Innanzitutto bisogna precisare che, almeno in Italia, un referendum sui trattati internazionali non è consentito costituzionalmente. Per quanto riguarda, invece, i referendum consultativi lasciano il tempo che trovano visti i risultati che hanno dato in passato.

Ma coloro che chiedono l’uscita dell’Italia dall’euro hanno visto cosa è successo ai mercati finanziari dopo il Brexit? La borsa di Milano ha avuto un calo del 12% mentre alcune banche hanno toccato anche il 24%.

Nelle borseci sono gli investimenti dei risparmiatori e in caso di Exitalia (o Italexit come hanno chiamato la possibile uscita dell’Italia dall’euro sui social network) il sistema bancario italiano potrebbe saltare e con essi sarebbero a rischio anche i soldi dei cittadini.

Con l’uscita dall’euro le obbligazioni statali diventerebbero carta straccia poichè, non essendoci più la Bce a sostenere la moneta unica,  ci ritrovere da soli ad affrontare il debito pubblico con la nostra moneta, che non sarebbe più l’euro. Nessun investitore sano di mente, infatti, si sognerebbe di investire nel debito pubblico di un paese  che dalla sera alla mattina si troverebbe  con una valuta di valore inferiore a quella originaria. Ogni investitore, in caso di uscita dall’euro, venderebbe il debito pubblico italiano e abbandorebbe l’Italia. Per rinnovare i circa 400miliardi di titoli di Stato, quindi, il nostro Paese non avrebbe più investiroi e ciò porterebbe a conseguenze sociali ed economiche con riflessi sulla stabilità finanziaria. La vendita da parte degli investitori esteri dei titoli di stato porterebbe a mettere sotto pressione il mercato obbligazionario e i titoli di stato stessi perderebbero valore riflettendosi sui bilanci di banche italiane.

A questo punto come si finanzierebbe il welfare italiano, con nuove tasse? Da tenere conto, tra l’altro, che al momento pensioni, assistenza e sanità assorbono il 52% del bilancio statale.

In caso di Italia fuori dall’euro, quindi, ci sarebbero davvero benefici per gli italiani o si correrebbe il rischio di incappare in una ben più rigida austerity?

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Argomenti: Investimento, Tutela consumatori, Curiosità