Investire in Svizzera, rischi altissimi dai bond: vediamo perché

Investire in Svizzera, acquistandone i bond non appare una strategia vincente, ma al contrario molto rischiosa per il piccolo risparmiatore.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Investire in Svizzera, acquistandone i bond non appare una strategia vincente, ma al contrario molto rischiosa per il piccolo risparmiatore.

Nel mondo, alla fine di giugno vi erano titoli di stato negoziati sul mercato secondario a rendimenti negativi per un controvalore di 11.700 miliardi di dollari, nuovo record storico e in rialzo di 1.300 miliardi su base mensile. Una bellissima notizia per i governi, che potranno confidare ancora forse a lungo su costi bassissimi per il rifinanziamento dei loro debiti, se non nell’emissione di bond “a scrocco”, visto che rendimenti negativi significa che chi acquista i titoli si accontenta di essere rimborsato alla scadenza di un capitale inferiore a quello versato, pur di avere il “privilegio” di entrarne in possesso.

Di questo mondo alla rovescia abbiamo già discusso in numerosi altri articoli, ma qui vogliamo concentrarci sui rischi, che il piccolo risparmiatore, spesso digiuno di conoscenze finanziarie adeguate, corre nel seguire l’onda dei grandi investitori.

Rendimenti bond Svizzera negativi fino ai 30 anni

Appena sopra l’Italia si trova un paese, la Svizzera, che da decenni viene considerato un porto sicuro per gli investimenti, vuoi per la solidità della sua economia, vuoi anche perché si è tirato fuori da qualsiasi legame geo-politico con altri stati. Risultato? Quando le cose si mettono male, la gente fa a gara per portarvi i suoi soldi.

Sta accadendo nuovamente in questi mesi è la conseguenza di questi enormi afflussi di capitali si è tradotta nello scivolamento in territorio negativo anche dei rendimenti dei titoli di stato a 30 anni, record mondiale di sempre. In buona sostanza, se oggi compri un titolo a 30 anni emesso dal governo di Berna, non solo non ottieni nemmeno un centesimo di rendimento, ma perdi quasi lo 0,01% del capitale investito.

 

 

 

Franco svizzero si rafforzerà?

Ora, ragione vuole che ci si tenga alla larga da questi investimenti, perché nel momento stesso in cui acquisti questi bond, devi solo confidare che il loro prezzo aumenti ancora (e il rendimento scenda ulteriormente), in modo da rivenderli, realizzando plusvalenze. Ma i margini di crescita appaiono ridotti all’osso, per cui sarebbero maggiori i rischi.

Un altro modo per potere guadagnare da titoli simili è di speculare sul fattore cambio. Compro, per ipotesi, un decennale elvetico, che mi rende il -0,575%, ma confido che il franco svizzero si rafforzi contro l’euro da qui a quando intendo rivenderlo, in modo che non solo mi copro la perdita derivante dal rendimento sotto zero, ma riesco eventualmente a portare a casa più euro di quanti ne avevo impiegati per l’investimento.

Evitare strategie perdenti

Ora, il franco svizzero si è già rafforzato contro l’euro del 10% in un anno e mezzo, ovvero dall’abbandono della difesa del cambio minimo da parte della banca centrale svizzera, la SNB. Ipotizzare che possa apprezzarsi ulteriormente è lecito, ma il governatore Thomas Jordan ha spiegato spesso in questi mesi e in tutte le lingue possibili che non permetterà che il cambio si rafforzi oltre modo, essendo disposto a intervenire sul mercato per impedirlo, in modo da salvaguardia la stabilità dei prezzi dal rischio deflazione.

Sarà un caso, ma nonostante tutti stiano correndo in Svizzera, oltre che in Giappone e negli USA, dal giorno del referendum sulla Brexit, il cambio tra franco ed euro è rimasto sostanzialmente stabile, evidenziando come la SNB starebbe difendendo un rapporto ufficioso nel range di 1,08-1,10, vendendo assets in valuta straniera. Ciò significa, però, che scommettere su un rafforzamento del franco per compensare i rendimenti negativi dei bond elvetici appare una strategia perdente e altamente rischiosa.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti