Investire in Russia? Ecco i numeri a cui guardare per non restare scottati

Investire in Russia è stata una buona occasione per maturare ritorni cospicui quest'anno, ma per il futuro bisogna tenere in conto di alcuni dati.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Investire in Russia è stata una buona occasione per maturare ritorni cospicui quest'anno, ma per il futuro bisogna tenere in conto di alcuni dati.

E’ un buon momento per i mercati finanziari in Russia, con la Borsa di Mosca a livelli record, dopo l’annuncio di un accordo tra Russia e Arabia Saudita per cercare di far risalire le quotazioni del petrolio, sebbene non si sia ancora fatto accenno ad alcun “congelamento” della produzione e gli analisti restino scettici.

Quest’anno, il principale indice Micex ha segnato un progresso di oltre il 15%, mentre il cambio tra rublo e dollaro si è rafforzato del 13,5% (vedi anche: https://www.investireoggi.it/economia/russia-rublo-ai-massimi-8-mesi-migliore-valuta-emergente-qualche-rischio/). Ciò significa che un investitore, che abbia puntato su Mosca all’inizio del 2016 i suoi capitali, oggi si porterebbe a casa un ritorno medio di quasi il 30%, tenendo conto che nel frattempo la valuta locale si è apprezzata. Soddisfazioni anche per il mercato obbligazionario. Il principale indicatore per i bond segna un progresso del 9% da inizio anno.

Economia russa legata a petrolio

Conviene ancora investire in Russia o bisogna fare attenzione? Per prima cosa, l’economia russa è in recessione, anche se il peggio sarebbe alle spalle e mostra già segnali di ripresa. Si consideri, però, che il paese è oggetto di pur blande sanzioni finanziarie di UE e USA contro il suo mercato dei capitali, in conseguenza delle tensioni affatto declinanti sulla Crimea.

Ma il vero Leitmotiv dell’economia russa è il petrolio. Il paese ne è il principale produttore con 10,6 milioni di barili al giorno in media e secondo esportatore al mondo, dopo l’Arabia Saudita. La recessione di questi ultimi due anni non a caso coincide con il crollo delle quotazioni del Brent.

 

 

 

Rapporto tra prezzi Brent e cambio rublo

Ebbene, proprio il mercato energetico deve essere monitorato per capire se sia un buon momento per fare acquisti in Russia. Tra il cambio del rublo e il prezzo del greggio deve esserci sempre correlazione, altrimenti i ricavi in valuta locale maturati con le esportazioni della materia prima risulterebbero insufficienti, scatenando una crisi fiscale.

Il Brent ha aumentato le sue quotazioni del 28% dall’inizio dell’anno, meno di quanto non si sia apprezzato il rublo contro il dollaro. Dunque, un barile di Brent introitava circa 2.665 rubli per i russi all’1 gennaio scorso, mentre adesso ne vale quasi 3.030.

Per il futuro cautela

Il miglioramento c’è stato, ma adesso sembra che il rublo si sia rafforzato più di quanto non sia avvenuto mediamente quest’anno, in relazione al prezzo del greggio. Infatti, nei poco più di otto mesi del 2016, un barile è valso in media 3.150 rubli, il 4% in più di oggi.

Cosa significano questi dati? Se il rally del greggio dovesse proseguire, potremmo assistere a una tenuta giustificata del rublo ai livelli attuali o persino a un suo rafforzamento, altrimenti ci troveremmo dinnanzi all’esigenza di non esporci significativamente al mercato russo.

 

APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/russia-ottimista-sul-rublo-previsioni-del-27-in-un-anno/

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti

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