Investire nel lusso conviene? Ecco i risultati a breve e medio termine

Lusso made in Italy: conviene davvero investirvi? Ecco cosa dicono i numeri.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lusso made in Italy: conviene davvero investirvi? Ecco cosa dicono i numeri.

I titoli del lusso hanno catalizzato l’attenzione dei media negli ultimi tempi, anche perché le potenzialità dei marchi del made in Italy sono elevate, trattandosi di realtà aziendali molto prestigiose nel panorama nazionale e, in particolare, all’estero. Purtroppo, diversi marchi italiani hanno preferito quotarsi in piazze finanziarie straniere, approfittando della maggiore liquidità e avendo la necessità di risentire di meno dei rischi connessi con l’andamento poco brillante di Piazza Affari, che rispetto a cinque anni fa presenta ancora un bilancio negativo di quasi il 20%. Ma quali sono i brand del lusso italiano, presenti alla Borsa di Milano? Essenzialmente si riducono a quattro: Salvatore Ferragamo, Luxottica, Brunello Cucinelli e Moncler. Chiediamoci adesso se sia stato conveniente puntare su questi titoli per un piccolo investitore, che magari ha voluto approfittare dell’innegabile aumento dell’interesse dei consumatori stranieri verso i marchi made in Italy negli ultimi anni.

Trend dei marchi lusso italiani

Dall’inizio dell’anno, il titolo Ferragamo ha subito un calo dell’11%, mentre la maglia nera tra i quattro spetta a Luxottica con quasi il -20%. Performance positive si hanno, invece, per Brunello Cucinelli (+7%) e Moncler (+11%). Se allarghiamo lo sguardo agli ultimi due anni, ovvero a quello che potremmo considerare il medio termine, si scopre che solo Luxottica ha riportato un risultato positivo, crescendo del 22%, mentre Ferragamo e Cucinelli perdono ciascuno il 15,5% e Moncler più del 10%. Ipotizzando di avere frazionato il nostro investimento in parti uguali tra i quattro titoli, il risultato medio ottenuto dall’inizio dell’anno è stato negativo di poco più del 3%, di quasi il 5% negli ultimi due anni. A questo punto, bisogna confrontare l’andamento di questi marchi, rispetto a quello medio dei listini italiani. Ebbene, negli ultimi mesi, la performance del lusso made in Italy è stata nettamente migliore di quella generale, dato che l’Ftse Mib ha perso quest’anno il 17%. E il confronto diventa ancora più positivo rispetto all’ultimo biennio, periodo nel quale Piazza Affari ha perso mediamente il 18%.        

Pesa crisi mercati emergenti

Dunque, chi ha investito nei suddetti marchi ha registrato performance migliori di quelle esitate mediamente dalla borsa italiana. Ciò non significa che le prospettive per il futuro siano uguali a quelle passate. Il dato maggiormente da tenere in considerazione è che una grossa percentuale del fatturato di queste aziende è prodotto all’estero e un peso crescente lo hanno, in particolare, le economie emergenti, specie la Cina. Ne consegue che il lusso in borsa risente negativamente sia dell’apprezzamento dell’euro contro le valute dei mercati dove vende, sia dell’andamento negativo di queste economie, che negli ultimi tempi hanno inviato segnali di evidente fibrillazione. Poiché a pesare sempre di più è il mercato di sbocco cinese, per valutare l’opportunità anche nel prossimo futuro di investire in questo comparto vi consigliamo di guardare le previsioni sullo yuan, per quanto siano possibili su un paese dalla scarsa trasparenza informativa.        

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Argomenti: Investimento, Investimenti