Investire negli Etf, perché possono essere una soluzione ottimale

Etf, cosa sono e perché risultano strumenti d'investimento preferibili per il piccolo risparmiatore.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Etf, cosa sono e perché risultano strumenti d'investimento preferibili per il piccolo risparmiatore.

Avete sentito parlare di Etf, ma non sapete di cosa si tratta? Se volete saperlo, siete sull’articolo giusto, perché vi spieghiamo cosa sono. Etf è un acronimo per “Exchange traded fund” e si tratta di un fondo d’investimento, che ha la peculiarità di porsi quale obiettivo quello di replicare l’andamento di un indice, non di batterlo. Per questo, diciamo anche che esso sia caratterizzato da una strategia passiva. Se non vi è ancora chiaro il concetto, vi facciamo un esempio semplicissimo. Immaginate di volere investire nella borsa italiana, ma di non avere né il tempo, né le competenze per decidere quali titoli acquistare e in quali quantità. A questo punto, la vostra soluzione ideale potrebbe essere quella di acquistare una o più quote di un fondo d’investimento. Tuttavia, un fondo generico punterà i vostri quattrini su una miriade di azioni o obbligazioni o quant’altro – a seconda della tipologia – di società quotate in diverse piazze finanziarie, potenzialmente di tutto il pianeta. Invece, comprando le quote di un apposito Etf con investimento nell’indice Ftse Mib (quello in cui sono quotate le principali società a Piazza Affari), avrete la certezza che i vostri risultati saranno allineati del tutto a quelli conseguiti dalla Borsa di Milano. In altri termini, il “benchmark” dell’Eft sarà proprio l’Ftse Mib. Se questi crescerà in un dato periodo del 10%, anche la vostra quota risulterà aumentata del 10%; se l’Ftse Mib cede il 5%, la vostra quota nell’Eft diminuirà sempre del 5%. Dunque, esiste un perfetto allineamento tra risultato conseguito dall’Etf e quello del “benchmark” di riferimento. Occhio, però, perché potrebbe anche non essere così. Quando? Nei casi in cui puntate su un Etf, che replica l’andamento di un listino, i cui valori sono espressi in una divisa diversa dalla vostra. Esempio: comprate mille quote di un fondo Etf, che replica l’andamento del Dow Jones, uno degli indici di Wall Street. Chiaramente, i valori di questi saranno espressi in dollari, ma essendo tu un investitore italiano, ti interesserà più che altro il risultato nella tua divisa, cioè in euro. Immaginiamo, che il Dow Jones sia salito in un dato periodo del 15% e che il cambio euro-dollaro sia cresciuto del 20%. Ciò significa che le quote del tuo Etf varranno (in dollari) il 15% in più, ma allo stesso tempo un dollaro vale il 20% in meno dell’euro, per cui al netto avrai rimediato una perdita del (15 – 20%) = -5%. Dunque, resta insito in questi investimenti il rischio cambio, per cui dovete fare attenzione al discorso appena fatto, perché gestione passiva non è sinonimo di risultato allineato perfettamente a quello del “benchmark” su cui avete puntato, se questi risulta appartenente a una borsa al di fuori dell’Eurozona. Per il resto, l’investimento negli Etf presenta diversi vantaggi, come le basse commissioni applicate, che oltre tutto si riducono, man mano che aumenta la durata dell’investimento. Infine, vi facciamo notare che il patrimonio della società di gestione del fondo è formalmente separato da quello della clientela, per cui quand’anche fallisse, le quote vengono restituite al loro valore di mercato, cioè del sottostante “benchmark” di riferimento in quella data.    

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti

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