Investire negli “angeli caduti”? Ecco cosa sono

Gli "angeli caduti" possono essere un'ottima occasione di investimento. Ma vediamo cosa sono.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Gli

Si chiamano “fallen angels”, letteralmente “angeli caduti” e sono quelle obbligazioni con rating “investment grade” (almeno pari a “BBB-“), che subiscono un declassamento da parte delle agenzie di valutazione e, pertanto, entrano a far parte del mercato dei titoli “junk” o “spazzatura”. Come un angelo caduto, quindi, perdono il loro status privilegiato, che fino a poco prima ha loro garantito rendimenti medio-bassi.

Secondo Bank of America – Merrill Lynch, a rischio di ingresso nel mercato dei bond “high yield” vi sarebbero obbligazioni per un controvalore di 300 miliardi di dollari, di cui il 40% emesse da società con sede negli USA e il 13% da parte di società del settore energetico, fortemente sotto pressione da mesi per via del crollo delle quotazioni del petrolio. E un altro 12% proviene dal comparto finanziario della Turchia. Trattasi tutti di titoli con “outlook” negativo e alla frontiera del mercato non speculativo.

Obbligazioni spazzatura convenienti?

Ma conviene investire in bond con rating inferiore alla tripla B? Nell’ultimo anno, prendendo come riferimento il mercato degli “angeli caduti” negli USA, si scopre che la loro performance è stata migliore del resto dei titoli “spazzatura” di una media del 5%.

In effetti, l’investitore maggiormente propenso al rischio o che semplicemente non ne può più di puntare i suoi risparmi su titoli dal rendimento prossimo allo zero, potrebbe farsi due conti e decidere di optare sì per le obbligazioni meno sicure, ma scegliendo tra queste quelle fresche di declassamento a “junk”, che sono papabili anche di ritornare al mercato precedente, nel caso mostrassero un miglioramento dei fondamentali.

 

 

 

Valutare caso per caso

Pensiamo a un titolo con rating “BBB-” e outlook negativo, che per effetto del declassamento di una o più agenzie scende a “BB”. Diventa un “high yield”, ma è possibile che nei trimestri successivi, grazie a cashflow positivi e a un inatteso miglioramento della struttura finanziaria, venga di nuovo promosso al gradino superiore, tornando “investment grade” e salendo anche considerevolmente di prezzo.

Molto dipende, ad esempio, sulle reali ragioni della caduta agli inferi. Se essa è dovuta a valutazioni non specifiche (declassamento del rating sovrano del paese in cui la società ha sede, andamento negativo del comparto di appartenenza, etc.), le probabilità di un riacquisto dell'”onore” perduto sono elevate, mentre bisogna fare attenzione ai casi, per i quali il declassamento sia stato conseguenza di preoccupazioni effettive e relative all’emittente.

In quest’ultimo caso, potrebbe non essere affatto facile per il titolo risalire la china delle valutazioni delle agenzie e, anzi, potrebbe esservi il rischio di ulteriori “downgrade”. Dunque, serve una valutazione caso per caso.

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