Investire in argento, forse è arrivato il momento giusto

L'investimento nell'argento potrebbe portare buone soddisfazioni, considerando i dati storici degli ultimi anni. I prezzi sono saliti del 20% quest'anno, ma il rally potrebbe non essere finito.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'investimento nell'argento potrebbe portare buone soddisfazioni, considerando i dati storici degli ultimi anni. I prezzi sono saliti del 20% quest'anno, ma il rally potrebbe non essere finito.

Il prezzo dell’argento appare sottovalutato rispetto all’oro. Se l’oro è il tipico investimento in un bene-rifugio, in grado di ripararci da una possibile crisi finanziaria o anche dalla perdita di acquisto della moneta, non di meno fa l’argento, che dall’inizio dell’anno registra un aumento dei prezzi di quasi il 20%, perfettamente in linea con quello del metallo più prezioso. In questo momento, le quotazioni si attestano sui 16 dollari l’oncia, 76 volte più basse quelle dell’oro. Attenzione a questo rapporto, perché viene monitorato per capire quando potrebbe scattare un segnale di acquisto in favore dell’uno o dell’altro metallo.

Storicamente, negli ultimi decenni si è fissato un numero, toccato il quale, l’argento si considera sottovalutato e, quindi, se ne consiglia l’acquisto. Esso è 80. Non siamo ancora a questi livelli, ma vicini. La domanda di argento negli ultimi mesi sta crescendo per scopi sia di pura gioielleria, sia per l’impiego nella produzione di beni. E non ultimo, anche lo scopo d’investimento ricopre un ruolo. Al contempo, l’offerta è diminuita, registrando cali a doppia cifra in Messico e Canada. Tutto questo, in un ambiente di tassi zero, che rendono i metalli relativamente conveniente, dato che non offrono alcuna cedola. Per non parlare dell’indebolimento del dollaro negli ultimi mesi, anche se il trend sembra di recente essere cambiato.

Prezzo argento appare sottovalutato

Dunque, l’argento sta aumentando di prezzo e continuerà a farlo probabilmente anche nei prossimi mesi. Tenete sempre bene in mente quel rapporto con l’oro, perché scoprireste, ad esempio, che all’apice della crisi dei debiti sovrani in Europa, ovvero nell’estate del 2011, quando l’oro schizzò al suo massimo storico, sfondando persino la soglia dei 1.900 dollari, l’argento arrivò a valere più di 43 dollari all’oncia, mostrando un rapporto con l’altro metallo di 43-44, quasi la metà di quello odierno. Cosa vogliamo dire? Che dai massimi, l’oro è sceso molto meno dell’argento, ovvero di circa un terzo contro quasi i due terzi. Resta, quindi, un buon margine per un rialzo anche consistente del secondo, considerando che nell’ultimo decennio, mediamente il rapporto con l’oro è stato di 58 a 1.

 

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti