Investire in eurobond? Rischi in calo, migliore fase da 10 anni

Rendimenti dei corporate bond in euro molto bassi, rischio default in calo da sei settimane di fila. Investimento dal bilancio positivo quest'anno.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Rendimenti dei corporate bond in euro molto bassi, rischio default in calo da sei settimane di fila. Investimento dal bilancio positivo quest'anno.

Il mercato delle obbligazioni in euro è entrato nella serie positiva più lunga da quasi dieci anni a questa parte. Bisogna risalire al novembre del 2006, infatti, per trovare sei settimane consecutive con il rischio default in calo, come captato dal Markit iTraxx Europe Index, in relazione ai cds delle società con rating “investment grade”.

Eurobond, investimento soddisfacente negli ultimi mesi

Lo scorso venerdì, tale indice è sceso a 68 punti base, quasi ai minimi da un anno, segnalando come il mercato sarebbe sempre più disteso sui corporate bond denominati in euro. Il sentiment è positivo, grazie agli stimoli monetari potenziati di recente dalle principali banche centrali, ultima delle quali la Bank of England, che ha stanziato 10 miliardi di sterline per acquistare nei prossimi mesi obbligazioni locali.

La BCE ha iniziato ad acquistare corporate bond in euro con rating “investment grade” dallo scorso giugno e oggi ne detiene già per oltre 10 miliardi e i rendimenti di questi titoli sono già scesi ai minimi storici, in zona 0,70%. Il bilancio per chi abbia acquistato questi bond europei nei mesi scorsi è soddisfacente: dall’inizio dell’anno ad oggi, i prezzi sono mediamente cresciuti di quasi il 6%, stando al Bloomberg EUR Investment Grade European Corporate Bond Index.

Rendimenti bond molto bassi

In effetti, con rendimenti ormai negativi anche per buona parte dei titoli obbligazionari privati più solidi ed emessi nell’Eurozona, l’unico modo per cercare di ottenere un minimo guadagno sarà confidare nell’aumento dei prezzi, che implica un ulteriore calo dei rendimenti.

Sconsigliamo da sempre al piccolo investitore di puntare sui bond con rendimenti negativi, che comporterebbero una perdita certa alla scadenza, qualora non si riuscisse a rivenderli prima e a prezzi superiori. Pertanto, bisognerebbe optare per i titoli con rating elevato, ma con rendimenti positivi, meglio se con scadenze medio-brevi, destinati probabilmente a salire ancora di prezzo nei prossimi mesi, quando la BCE rafforzerà il “quantitative easing”.

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti