Investimenti, prestiti e mutui: la brusca impennata dello spread avrà effetti sull’economia italiana?

La brusca impennata dello spread avrà effetti sull'economia italiana per investimenti, prestiti e mutui?

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
La brusca impennata dello spread avrà effetti sull'economia italiana per investimenti, prestiti e mutui?

Nella giornata di ieri lo spread è salito ad oltre 300. Ciò significa che ora il Btp a dieci anni rende il 3,11% contro lo 0,28% del Bund. Per chi non lo sapesse lo spread è il divario tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi, i Btp sono le quotazioni di tutti i buoni del tesoro poliennali italiani mentre i Bund sono i titoli di stato tedeschi. La brusca impennata dello spread avrà effetti sull’economia italiana e sopratutto su prestiti, mutui e investimenti?

Investimenti e prestiti alle aziende: cambia qualcosa con lo spread alto?

In merito alla complessa situazione che l’Italia sta vivendo in queste ore, i piccoli risparmiatori possono continuare ad investire tranquillamente i loro soldi a tassi più alti in quanto l’aumento del rischio fa scendere il prezzo del titolo. Ovviamente la vendita dei Bot e dei Btp prima della scadenza, al momento, risulta sconveniente in quanto l’incasso sarebbe molto inferiore.

Per quanto concerne i prestiti, si crede che essi saranno più cari per le aziende. Quelle che infatti ricorrono ai mercati per raccogliere dei finanziamenti emettono delle obbligazioni ovvero dei titoli di debito che attribuiscono al loro possessore, alla scadenza, il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente più un interesse su questa somma. Per esse si dovrebbero riconoscere dei premi più elevati con un conseguente aumento dei costi.

Mutui e titoli di Stato

Si crede che lo spread più alto avrà ripercussioni anche sui mutui e sui prestiti in generale. Chi ha un mutuo a tasso fisso non avrà alcun effetto in quanto la rata resterà la stessa fino alla scadenza. Chi ha un mutuo a tasso variabile nell’immediato non avrà alcun problema. Col tempo, però, potrebbero esserci degli aumenti in quanto sul mercato le Banche chiedono una maggiorazione sull’Euribor di 1,60% con punte fino al 3%. Ricordiamo che l’Euribor è il tasso interbancario che è fermo oramai da diversi anni.

Per quanto concerne i titoli di Stato, l’ultima asta di Bot di ieri 29 maggio ha rivelato che il tasso di interesse è salito all’1,213% contro il -0,42% di quella precedente. Ricordiamo che i bot in circolazione ammontano alla cifra di 110 miliardi e quindi su base annuale la spesa per interessi si deve calcolare aggiungendo 1,3 miliardi di euro.

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Argomenti: Conti e carte, Prestiti vari, Mutuo a tasso fisso, Mutuo a tasso variabile

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