Investimenti immobiliari, 3 falsi miti da sfatare

Mercato immobiliare: investire senza falsi miti. Ve ne sfatiamo tre.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Mercato immobiliare: investire senza falsi miti. Ve ne sfatiamo tre.

Gli italiani e il mattone, un legame molto forte, che non è venuto considerevolmente meno neppure con la crisi economica degli ultimi anni. Se c’è una cosa, che le famiglie italiane fanno, non appena hanno messo da parte sufficiente risparmio, è di investirlo per comprare casa. C’è, poi, chi un immobile lo compra per scopo di investimento, ovvero per mettere a frutto in maniera sostanzialmente sicura i propri risparmi. Ma funziona sempre?

Esistono principalmente tre falsi miti sul mercato immobiliare in Italia, che vogliamo sfatare o quanto meno mettere in dubbio, al fine di non incappare in un qualche guaio finanziario.

Prezzi case non sempre crescono

Il primo mito è il seguente: i prezzi delle case aumentano sempre. Era una convinzione molto diffusa fino a pochissimi anni fa. Di anno in anno, i valori immobiliari crescevano, spesso anche oltre il tasso d’inflazione, generando l’idea che investire nel mattone non avrebbe mai arrecato alcuna perdita, ma portato sempre un guadagno.

Ebbene, tale convinzione è venuta meno nell’ultimo decennio. Il 2006 è stato l’ultimo anno di crescita dei prezzi degli immobili, dopo un decennio vigoroso per il mercato, trainato dal boom dei mutui, a sua volta conseguente al crollo dei tassi con l’ingresso dell’Italia nell’Eurozona. Da allora, i prezzi sono diminuiti, non molto, come in diversi altri paesi europei, ma abbastanza per fare evaporare il convincimento radicato che il mattone equivale a investimento sicuro.

 

 

 

Tasse casa in forte aumento

Secondo falso mito: un immobile, anche se non rivenduto, porta sempre benefici netti per l’acquirente. Il ragionamento appare lineare: compro, affitto e guadagno. Siamo sicuri che funzioni sempre così? Dal canone di locazione dobbiamo sottrarre, infatti, le imposte versate allo stato in forma di tassazione Irpef o cedolare secca e IMU. Il peso di quest’ultima è aumentato di quasi 3 volte negli ultimi anni, esitando introiti fiscali complessivi per circa 25 miliardi all’anno. E dal ragionamento stiamo escludendo gli acquisti finanziati dal mutuo.

Quel che resto non è ancora il nostro guadagno netto, perché bisogna tenere in considerazione le spese di manutenzione dell’immobile, per non parlare di quelle straordinarie. Queste ultime crescono all’aumentare dell’età del fabbricato. A conti fatti, potrebbero rimanervi mediamente briciole e in alcuni anni potreste andarci persino sotto. Qualche soddisfazione maggiore, tuttavia, potrebbe aversi dalla locazione di un immobile a fini commerciali.

Rischio mercato poco liquido

Terzo mito: compro casa e la rivendo quando voglio. In genere, sarebbe così, ma in tempi di crisi o di carenza di liquidità le cose vanno diversamente. Abbiamo scoperto anche questo aspetto con la crisi degli ultimi anni, che ha provocato non soltanto un dimezzamento delle transazioni immobiliari, ma anche un allungamento dei tempi per le compravendite.

Perché è importante sottolineare questo dato? Perché più si allungano i tempi necessari per vendere un immobile, maggiore è la caduta potenziale del prezzo. Figuriamoci, infine, se abbiate l’urgenza di vendere per finanziare qualche spesa, magari improvvisa.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Investimento, Immobiliare, News Risparmio, Investimenti