Brexit, interessi mutui più bassi? Questo ci segnala il mercato

Tassi sui mutui in calo con la Brexit? E' quanto segnala il mercato, con risparmi attesi per 6.600 euro sui mutui a tasso fisso a 25 anni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Tassi sui mutui in calo con la Brexit? E' quanto segnala il mercato, con risparmi attesi per 6.600 euro sui mutui a tasso fisso a 25 anni.

Quale effetto Brexit sui mutui? Finora, il racconto principale degli analisti è andato nella direzione di suscitare apprensione tra i mutuatari presenti e futuri, basandosi sull’assunzione che l’uscita del Regno Unito dalla UE avrebbe avuto come conseguenza un rialzo dei tassi di mercato e, quindi, anche degli interessi variabili dei mutui già accesi, nonché di quelli (fissi e variabili) ancora da contrarre.

Guardando a questi primi giorni dopo il voto scioccante di Londra, non solo le cose non sono andate come nelle previsioni, ma sul mercato si registra un’evidente discesa dei tassi. Partiamo dall’Euribor, che è il saggio al quale sono agganciati i mutui a tasso variabile.

Rispetto al giorno del referendum, sulla scadenza a 1 mese non si sono avute variazioni (-0,36%), mentre sui 3 mesi si è registrato un calo di 1 punto base al -0,28%; -2 bp sui 6 mesi al -0,18% e, infine, -2 bp anche per i 12 mesi al -0,05%.

Rata mutuo più leggera

La tendenza appare chiara, seppur di poco, i tassi sono in calo. Ciò porterà un beneficio per chi già aveva contratto un mutuo a tasso variabile, perché l’importo di ciascuna rata potrebbe scendere di qualche euro. Anche i nuovi mutuatari, chiaramente, potranno usufruire dei minori costi.

Ancora più fortunati appaiono coloro che d’ora in avanti stipuleranno contratti di mutuo a tasso fisso, agganciati all’Eurirs. Sulla scadenza a 10 anni, i tassi risultano scesi di ben 17 bp allo 0,36% in appena una settimana; -22 bp allo 0,67% per i 15 anni; -24 bp sui 20 anni allo 0,78%; -25 bp sui 25 anni allo 0,81% e, infine, -24 bp allo 0,81% per i contratti a 30 anni.

 

 

Quanto si risparmia?

Chi oggi volesse accendere un mutuo a tasso fisso di 100.000 euro e da ammortizzare in 25 anni, rispetto al 23 giugno scorso pagherebbe una rata mensile di oltre 22 euro in meno, pari a 264 euro all’anno e per un risparmio di ben 6.600 euro nell’intero periodo. E anche chi ha un mutuo a tasso variabile, ma agganciato al saggio di riferimento della BCE, non si sconforti, perché non si esclude che l’istituto possa tagliarlo ulteriormente, portandolo per la prima volta nella sua storia in territorio negativo dall’attuale livello azzerato.

Nessuno ci assicura che il trend si stabilizzi ai tassi attuali, i quali riflettono l’aspettativa di un intervento delle principali banche centrali per contrastare eventuali focolai di crisi finanziaria con nuovi stimoli monetari. Si consideri che le banche, i cui margini sono abbastanza compressi, potrebbero reagire al caso dei tassi con un aumento dello spread applicato, sterilizzando il beneficio per i nuovi mutuatari. Per quelli già clienti e con un tasso variabile, invece, l’unico modo per ovviare al problema sarebbe l’avere inserito una clausola nel contratto per “pavimentare” i tassi. Occhio, quindi, a verificare cosa trovate scritto nel contratto.

 

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Argomenti: Mutui e Prestiti, Mutuo a tasso misto, Mutuo a tasso variabile, Rate mutuo