Se l’inflazione rallenta che succede ai buoni fruttiferi postali e ai Btp Italia?

Cosa succede ai buoni fruttiferi postali e ai Btp Italia se l'inflazione rallenta, si perde tutto il capitale investito?

di , pubblicato il
Conto corrente Ing, Fineco, Widiba e Webank.

Nel mese di novembre, l’inflazione si è attestata all’11,8% (così come a ottobre) per cui è risultata superiore alle stime di un rallentamento all’11,3%. La domanda che in molti si stanno ponendo, quindi, è cosa potrebbe succedere al rendimento dei buoni fruttiferi postali e ai Btp Italia, se essa dovesse rallentare.

L’Eurostat ha infatti evidenziato lo scorso mese un’inflazione nell’area euro in calo su base annua (+10%) rispetto al +10,6% di ottobre. Segnali positivi sono arrivati anche dalla Germania e dalla Francia per cui si spera che anche in Italia la situazione possa migliorare davvero a breve.

Qualora l’inflazione rallentasse cosa succederebbe ai Btp Italia e ai buoni fruttiferi postali?

Se l’inflazione rallenta, a risentirne saranno i prodotti finanziari con cedole legate al caro vita. I Btp Italia, quindi, renderanno di meno anche se resteranno un ottimo scudo. Ricordiamo che l’ultima emissione dei Btp Italia ha durata di sei anni a differenza della precedente che era solo di otto anni.

Il punto di forza di questi titoli è che durante tutta la loro durata, restituiscono a chi li sottoscrive l’inflazione calcolata mediante l’indice Foi, esclusi i tabacchi, e non solo. Offrono anche una cedola reale ovvero uguale all’1,60%.

Nei prossimi 6 anni, comunque, si pensa e si spera che l’inflazione abbia una parabola discendente. Le evoluzioni che avverranno negli anni, comunque, sono difficili da stimare. Non solo per le autorità monetarie ma anche per gli operatori. Ci sono però degli strumenti che si chiamano “zero coupon inflation swaps” che aiutano a capire che succederà nei prossimi tempi. Ad esempio, essi ci comunicano che a 6 anni l’inflazione è stimata intorno al 2,5% e già l’anno prossimo al 5,5%.

In ogni caso per i risparmiatori ci sarà sempre un vantaggio. Per quanto concerne la cedola del Btp Italia, in caso di deflazione ovvero dei prezzi che diminuiscono in valore assoluto, il tutolo continuerà a pagare gli interessi ovvero la cedola reale. Il capitale, quindi, non si perderà a differenza di altri strumenti legati all’inflazione.

E per i Bfp?

Per i buoni fruttiferi postali non cambia nulla se l’inflazione è alta o e bassa. Il rendimento resta sempre lo stesso. Per aiutare i risparmiatori, però, Cassa Depositi e Prestiti ha già aggiornato due volte i tassi di interesse rendendoli più appetibili. E così, ad esempio, i titoli dedicati ai minori sono arrivati a toccare un rendimento massimo del 4,50% annuo lordo al raggiungimento della maggiore età.

Anche i 4×4 per investimenti fino a 16 anni, hanno ottenuto un notevole incremento raggiungendo il 3% annuo lordo così come i 3×4 (investimenti fino a 12 anni) che hanno raggiunto un rendimento effettivo annuo lordo del 2,50%.

[email protected]

Argomenti: ,