Inflazione e risparmi: investire in azioni può premiare gli audaci

Inflazione in aumento: prezzi di ogni genere più alti, come salvare i propri risparmi? Conviene investire in azioni?

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A dicembre scorso l’inflazione ha fatto un balzo del 3,9% che è l’aumento più alto dal 2012. I prezzi continuano ad aumentare e l’Istat ha rilevato che a dicembre i generi alimentari, i prodotti per la casa/ persona sono raddoppiati. Sono passati infatti dall’1,2% al 2,4%. Come salvare allora i propri risparmi? Ebbene investire in azioni può premiare gli audaci.

Inflazione: conviene investire in azioni per tutelare i risparmi?

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, è cresciuto dello 0,4% su base mensile (questo a dicembre). Per questo l’inflazione è arrivata al +3,9% contro il 3,7% di novembre. Gli aumenti che si registrano riguardano non soltanto i generi alimentari ma anche i beni energetici. Basti pensare agli ultimi rincari di luce e gas.
In quest’orizzonte di totale incertezza ci si chiede quindi come salvare i propri risparmi e a dare una risposta ci pensa Alessandro Allegri al Corriere.it. Quest’ultimo è l’amministratore delegato della Ambrosetti Am. Ebbene per l’Ad il 2022 sarà un anno impegnativo e i dati macro continuano a sorprendere in modo positivo indicando un quadro di crescita sopra la media.

Per Ambrosetti tale fattore è confermato anche dai bilanci aziendali che sono sani ed hanno profitti in crescita. Spiega inoltre che il premio per il rischio azionario è vicino alla media di lungo termine e molto sopra la zona di pericolo. Alla domanda quali sono gli asset class da preferire la risposta è le azioni con il 95,8% seguite ad investimenti alternativi con il 33,3% e dalle Corporate Bond/mercati privati con il 20,8%. L’oro con il 12,5%, le altre materie prime con il 12,5% e i Titoli di Stato con il 4,2%.

Marco Oprandi della Cirdan Capital crede anch’egli che nel 2022 investire in azioni sia l’asset class da preferire. Questo perché i tassi reali e le l’inflazione sono negativi e perché le società continueranno a realizzare “utili importanti a seguito di un anno estremamente profittevole”. Per Oprandi nel proprio portafoglio di titoli azionari in Europa si dovrebbe guardare con interesse a quelli inerenti al settore bancario, energetico e minerario.

Parliamo quindi di titoli Value ovvero di quelle società che si muovono in settori considerati oramai maturi. In America, invece, per l’esperto della Cirdan Capital ci si focalizza di più sui titoli che appartengono al settore farmaceutico e medico. Per il 2022, vista la ripresa del 2021, Oprandi suggerisce quindi di scegliere con accuratezza i titoli favorendo una diversificazione ad hoc sia settoriale che geografica.
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