Incentivi auto 2020, facciamo chiarezza: i fondi residui e come richiederli

L’erogazione degli incentivi statali è partita il 1° agosto e si concluderà il 31 dicembre. Quali fondi restano, come richiederli, perché affrettarsi.

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L’erogazione degli incentivi statali è partita il 1° agosto e si concluderà il 31 dicembre. Quali fondi restano, come richiederli, perché affrettarsi.

Il 1° agosto con il Decreto Rilancio sono partiti gli incentivi auto statali per il 2020 e il 14 agosto sono stati immediatamente rifinanziati perché i fondi si erano esauriti nel giro di poco più di una settimana.

Il rilancio del mercato dell’auto c’è stato: ad agosto, infatti, le immatricolazioni sono cresciute dello 0,5% rispetto al medesimo mese dell’anno 2019. Se si analizza però l’intero anno 2020, le immatricolazioni sono calate del 38,8%.

Il vero pericolo è che il mese di settembre 2020 possa segnare un nuovo arresto: i fondi che finanziano gli incentivi per l’agevolazione delle auto più acquistate in questo ultimo periodo sono esauriti.

Come funzionano gli incentivi auto 2020 

Il meccanismo degli incentivi statali è semplice: il decreto legge del 14 agosto suddivide le auto incentivate in quattro fasce a seconda delle emissioni di CO2, a ricevere maggiori agevolazioni sono le vetture con minore impatto ambientale.

L’aiuto pubblico diventa ancora più elevato se si accompagna l’acquisto con la rottamazione di una vettura (da Euro 0 a Euro 4) che abbia almeno 10 anni e il cui proprietario o è l’acquirente o un parente convivente da almeno 12 mesi.

Gli incentivi auto 2020 si sommano all’Ecobonus creato nel dicembre 2018.

Le quattro fasce degli incentivi statali 2020

Nello specifico, ecco quali sono i requisiti per l’accesso ai fondi degli incentivi auto per le quattro fasce di emissioni:

  • Prima fascia: auto con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km – si tratta delle auto elettriche e gli incentivi sono i seguenti: 2.000 euro di incentivi statali per chi rottama, 1.000 euro per chi non rottama, 2.000 euro di ulteriori sconti da parte di chi vende, 6.000 euro di Ecobonus, in tutto gli incentivi possono arrivare a 10.000 euro di sconto sul prezzo di listino,
  • Seconda fascia: auto con emissioni comprese tra tra 21 e 60 g/km– si tratta delle ibride plug-in e gli incentivi sono i seguenti: 2.000 euro di incentivi statali per chi rottama, 1.000 euro per chi non rottama, 2.000 euro di ulteriori sconti da parte di chi vende, 1.000 per chi non rottama, poi c’è l’Ecobonus, in tutto gli incentivi possono arrivare a 6.500 euro di sconto sul prezzo di listino,
  • Terza fascia: auto con emissioni comprese tra 61 e 90 g/km – si tratta di vetture a benzina, diesel, GPL, metano, ma anche mild hybrid e gli incentivi sono i seguenti: 1.750 euro di incentivi statali per chi rottama, 2.000 euro di ulteriori sconti da parte di chi vende, 1.000 per chi non rottama,
  • Quarta fascia: auto con emissioni comprese tra 61 e 110 g/km – si tratta di vetture a benzina, diesel, GPL, metano e gli incentivi sono i seguenti: 1.500 euro di incentivi statali per chi rottama, 750 per chi non rottama, 2.000 euro di ulteriori sconti da parte di chi vende, 1.000 per chi non rottama.

Come richiedere gli incentivi statali e quali e quanti fondi restano

La richiesta degli incentivi auto 2020 è molto semplice per chi acquista: basta semplicemente recarsi in concessionaria e a verificare la disponibilità dei fondi dovrà essere chi vende.

In questo momento, la disponibilità dei fondi è la seguente: per la quarta fascia sono praticamente esauriti ed il problema è che era proprio questa la fascia che aveva rilanciato il mercato, anche perché presenta il maggior numero di modelli e i prezzi più bassi; per la terza fascia sono a disposizione circa 69 milioni di euro, per la seconda e la prima restano più di 36 milioni di euro.

Leggete anche: Incentivi auto: fondi ecobonus esauriti, allarme costruttori

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