Imposta bollo conto corrente: la scure del Fisco sul risparmio personale

Altro salasso sui risparmiatori italiani. Arriva una mini-patrimoniale sui depositi e scompare il limite massimo dei 1.200 euro. A ciò si devono poi aggiungere gli effetti del Nuovo Redditometro e la Tobin Tax

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

bollo conto correnteAnno nuovo, tasse e aliquote nuove. Se il 2012 è stato l’anno dell’IMU, il 2013 non sarà meno traumatico grazie all’incremento dell’imposta di bollo sui conti correnti che si andrà ad affiancare (sempre restando in materia di risparmio) all’introduzione della cosiddetta Tobin Tax, che dovrebbe partire sin da marzo. La novità più rilevante anche da un punto di vista psicologico si chiama comunque nuovo Redditometro, l’innovativo strumento di lotta all’evasione fiscale, che potrà giovarsi di un sistema di vero e proprio spionaggio dei nostri conti in banca o alla posta, per mezzo dell’invio automatico delle informazioni relative a qualsivoglia movimentazione su di essi, da parte delle banche al cervellone dell’Agenzia delle Entrate.  

Imposta bollo conti deposito: si passa allo 0,15% nel 2013

Ma anche chi non ha nulla da temere dovrà vedersela con un accanimento del Fisco contro i propri risparmi, perché con il 2013 è aumentata l’aliquota dell’imposta di bollo sui conti correnti bancari, conti e libretti postali, conti deposito, conti titoli e polizze. Al Fisco spetterà lo 0,15% della giacenza media del conto in considerazione, in aumento dallo 0,10% introdotto nel 2012. E rispetto allo scorso anno scompare anche il tetto massimo di 1.200 euro di imposta, mentre continueranno ad essere esentati solo le giacenze medie nell’anno inferiori ai 5 mila euro. Sopra tale valore, l’imposta di bollo minima sarà di 34,20 euro. Nel caso in cui l’intestatario del conto risulti essere una società e non una persona fisica, l’imposta è stabilita nel valore fisso di 100 euro.  

Nessuno sconto dalle banche: aumento imposta di bollo sarà riversato sui risparmiatori

La conseguenza già dal 2012 di questo vero e proprio salasso fiscale è che moltissime banche non si caricano più di sostenere l’onere dell’imposta di bollo, come accadeva fino alla fine del 2011, quando l’importo era considerato irrisorio. Pertanto, molti risparmiatori si sono visti recapitare a casa nei mesi scorsi una lettera recante comunicazioni da parte dell’istituto, che annunciava l’avvenuto aggravio. Quindi, non solo il tasso, bensì pure l’onere o meno del bollo è diventata una variabile di scelta dell’una o dell’altra banca, anche se difficilmente si troverà un istituto che ancora si accolli illimitatamente il costo della maggiore tassazione, fermi restando i tassi offerti.  

Tassazione rendite finanziarie: la stangata dello scorso anno

Che dire? Tirando le somme, il piccolo risparmiatore si vede depauperato ancora una volta dei suoi sacrifici. Pensiamo, ad esempio, che già dallo scorso anno è salita pure l’aliquota dell’imposta sui rendimenti delle obbligazioni diverse dai titoli di stato, passata dal 12,5% al 20%. Vero è che contemporaneamente è scesa (uniformandosi) quella sui rendimenti dei c/c, ma sappiamo che il più delle volte, specie di questi tempi, i tassi applicati in favore dei depositanti sono pressoché risibili, mentre qualche possibilità di remunerazione del capitale lo si ha con investimenti nel comparto azionario e del reddito fisso, quest’ultimo preferito dal piccolo risparmiatore italiano avverso al rischio.  

Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie

E la musica non cambia anche al di fuori di banche e uffici postali. Da marzo scatterà quasi sicuramente la tassazione sulle transazioni finanziarie o Tobin Tax, che colpirà i saldi giornalieri delle operazioni di compravendita di azioni con un’aliquota dello 0,12% sui mercati regolamentati (0,10% dall’1 gennaio 2014) e dello 0,22% over the counter (0,20% da gennaio 2014). Mannaia anche sui derivati su azioni, tassati da luglio in poi sulla base del loro valore sottostante di negoziazione e dell’indice di rischio dell’operazione (Tobin Tax, a marzo si parte: aliquote e prodotti tassati). Gli strumenti meno speculativi saranno tassati in misura fissa da 2,5 centesimi a 20 euro per ciascuna operazione; quelli più speculativi si vedranno applicare un’imposizione fissa da 12,50 a 100 euro per ciascuna operazione. Infine, colpite le operazioni “high frequency”, ossia quelle effettuate con frequenza superiore a una ogni mezzo secondo. Qualora gli ordini annullati siano superiori a una certa percentuale sul totale degli ordini eseguiti, il loro valore di transazione sottostante sarà tassato dello 0,02%. Esclusi dalla Tobin Tax i derivati su strumenti diversi dalle azioni, i market makers, gli istituti di previdenza, gli scambi avvenuti per operazioni di successione o donazione e gli strumenti emessi da società con capitalizzazione fino a 500 milioni di euro. Anche il motto del 2013 sarà “si salvi chi può”.

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Argomenti: Conti e carte, Costi conto corrente