Imposta bollo conti deposito: ecco le banche che si caricano il costo

Impennata di tasse sui risparmi degli italiani. A essere penalizzati sono i piccoli depositi, a causa dell'imposta di bollo minima

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Impennata di tasse sui risparmi degli italiani. A essere penalizzati sono i piccoli depositi, a causa dell'imposta di bollo minima

L’incremento dell’imposta di bollo sui conti deposito sta andando a falciare le basi di quella che, fino a poco tempo fa, era una delle forme di risparmio più utilizzate in Italia. Se all’imposta di bollo si aggiunge anche l’effetto Tobin Tax, che peserà per lo 0,12% (0,10% dall’1 gennaio 2014) sui saldi giornalieri delle compravendite azionarie, si comprende il perchè da più parti si parli, con crescente frequenza, di risparmio sempre più soffocato dal fisco. (Tobin Tax al via su azioni: come si paga, aliquote e soglie).  

Imposta bollo conti correnti solo per le giacenze medie superiori a 5mila euro

Già dal 2012, il governo Monti aveva provveduto a un certo riordino della disciplina fiscale sul risparmio, che come sempre in Italia significa aumento delle tasse. Partiamo da una distinzione: i conti correnti sono quegli strumenti che le banche offrono ai propri clienti per parcheggiare liquidità senza alcun vincolo. Si può ritirare il risparmio quando si vuole e senza preavviso. Da qui, i tassi offerti sono risibili, di fatto nulli. Al contrario, i conti deposito sono vincolati: offrono un rendimento spesso anche allettante e in funzione del periodo di vincolo, ma prevedono, appunto, il rispetto di tale obbligo di giacenza e di un certo periodo di preavviso per il ritiro del denaro o di parte di esso. Da un punto di vista fiscale, questi ultimi sono considerati strumenti finanziari alla stregua di azioni, obbligazioni e fondi. La distinzione è importante ai fini del calcolo dell’imposta di bollo. Sui conti correnti è stata prevista un’imposta di 34,20 euro per le giacenze medie annue superiori ai 5 mila euro. Per cifre inferiori non si pagherà nulla.  

Imposta bollo conti deposito: facciamo due calcoli

Diverso il discorso per i conti deposito. Dall’1 gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2012 è stata introdotta un’aliquota proporzionale dello 0,10% la somma depositata e fino a un massimo di 1.200 euro. A partire da quest’anno, invece, l’aliquota è salita allo 0,15% e non esiste più il limite di imposta di 1.200 euro, mentre è previsto un tetto minimo di 34,20 euro. In altri termini, su un conto deposito pago non meno di 34,20 euro all’anno. La conseguenza di tale riforma è che a differenza del recente passato, quando molti istituti si accollavano l’imposta a carico del cliente per attirare risparmio, adesso il discorso è cambiato, perché essendo il bollo rincarato, molte banche non riescono più a fronteggiare il costo, specie in una fase di tassi calanti. Tuttavia, esistono alcuni istituti che continuano a garantire il pagamento dell’imposta per il cliente. Si tratta di Banca Sistema, Banca Ifis, Banco Popolare, Ibl Banca e Bccforweb. Attenzione: che si tratti di conti deposito o conti correnti, gli interessi su di essi maturati sono tassati al 20%, come per le azioni, le obbligazioni e i fondi. Solo i titoli di stato italiani prevedono il versamento al fisco di un’aliquota agevolata al 12,50%.  

Ecco come il fisco mangia i margini che si ottengono sui piccoli investimenti

Il problema di questa tassazione è che un piccolo risparmiatore potrebbe trovare conveniente mettere i propri quattrini sotto il materasso, perché tra imposta di bollo, tasse sui rendimenti finanziari, costi di commissioni alle banche e la Tobin Tax, alla fine il margine ottenuto su un piccolo investimento potrebbe essere quasi nullo. Ad esempio, se deposito 1.000 euro su conto vincolato, pagherò lo stesso 34,20 euro, pari al 3,4% dell’intera somma, annullando di fatto il rendimento garantito dall’istituto, che si aggira fino a non oltre il 5% lordo, pari al 4% netto. E senza contare gli altri costi. Scure anche su cifre importanti. Su un deposito di 100 mila euro (sempre vincolato), il bollo peserà per 150 euro, mentre su un milione di euro sarà di 1.500 euro all’anno. Una ragione in più per piccoli e grandi risparmiatori per mettere in fuga i capitali dall’Italia.  

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Argomenti: Conti e carte, Certificati deposito

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