I pensionati non devono pagare per gli errori dell’Inps nei conteggi

Insorge l'Associazione a difesa dei Consumatori "Codici": i pensionati non devono pagare per gli errori dell'Inps.

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Come funziona, quanto costa, quali rischi e le info sul rischio di furto di identità della carta di debito.

In questi ultimi giorni, l’Associazione a Difesa dei Consumatori “Codici” comunica di aver ricevuto da parte di molti pensionati segnalazioni e richieste di chiarimenti in merito ad una comunicazione dell’Inps che chiede che gli importi maggiori erogati vengano restituiti. Ecco maggiori informazioni in merito.

Conteggi Inps: se sono sbagliati, i pensionati non devono pagare

Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici, comunica che molte persone stanno chiedendo all’associazione dei chiarimenti in merito all’ultima comunicazione dell’Inps con la quale viene chiesto di restituire l’importo più alto erogato per la pensione. Alcune cifre, però, comunica Giacomelli  sono abbastanza elevate per cui è comprensibile che molti pensionati siano preoccupati. Suggerisce quindi di non perdere la calma in quanto non è detto che le somme chieste debbano essere per forza restituite. C’è infatti da controllare in primis se la richiesta dell’Inps è legittima e qualora lo sia, si potrà scegliere anche il rateizzo.

Se l’errore invece non è stato commesso dal pensionato secondo l’Associazione si aprono invece altri scenari. È infatti l’Inps che deve dimostrare di non aver sbagliato ad inviare tali messaggi. Esistono infatti, ha spiegato Ivano Giacomelli, delle pronunce importanti da parte del Tribunale di Roma e della Corte di Cassazione per le quali si devono rispettare delle regole. Il consiglio dell’Associazione, comunque, è quello di verificare che la richiesta sia legittima senza farsi prendere dal panico in quanto non è detto che l’Inps abbia sempre ragione.

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