Gli errori che fai quando vuoi investire e le 7 regole auree – educazione finanziaria, questa sconosciuta

Sono molti che gli errori che facciamo quando vogliamo investire o semplicemente gestire il nostro portafogli. Il problema è l’educazione finanziaria: ecco le 7 regole da rispettare.

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Il recente caso che ha visto coinvolto Antonio Conte in una presunta truffa a opera di un consulente finanziario riaccende i riflettori su un tema quanto mai caldo: già la crisi finanziaria del decennio scorso (e non solo) aveva mostrato come molte persone, soprattutto anziane, fossero state convinte a effettuare investimenti molto vantaggiosi ma ad alto rischio, senza che la complessità del prodotto finanziario e l’alto livello di rischio venissero davvero spiegati.

Un problema di educazione finanziaria, ma non solo

Si tratta di un problema di educazione finanziaria: l’Italia sarebbe al penultimo posto per quanto concerne le competenze in materia finanziaria della popolazione. È anche vero, però, che si tratta di una materia molto complessa, difficile da padroneggiare, e che necessita di consulenze di vario livello e tipologia. Un buon consulente finanziario dovrebbe, in maniera chiara ed evidente, valutare il profilo dell’investitore e la sua attitudine al rischio e proporre, sempre in maniera chiara ed evidente, le caratteristiche dell’investimento e soprattutto il rischio.

Come scegliere il consulente finanziario

Qualora si sia deciso di investire parte del proprio patrimonio, anche piccolo, è opportuno valutare con attenzione il consulente finanziario a cui ci si intende rivolgere. Un errore che compiamo spesso è quello di affidarci a un consulente dipendente di una banca, di un’assicurazione, delle Poste, e così via: si tratta di conflitto di interessi, come sottolinea giustamente Alessandro Moretti, fondatore della community indipendente di informazione finanziaria “Io Investo”, “chi vorrebbe mai farsi dare consigli alimentari da un commesso di Mc Donald’s?”.

Un altro suggerimento che dà Moretti è quello di valutare con attenzione le competenze e i titoli di studio della persona a cui intendiamo affidare il nostro seppur piccolo patrimonio.

In realtà sono sette le regole auree che bisognerebbe sempre seguire.

Le 7 regole da seguire per non compiere sempre gli stessi errori

Ed ecco allora quelli che lo stesso Moretti definisce i “Sette Comandamenti” dell’educazione finanziaria di base – alcuni potranno sembrare anche banali, ma come si suol dire repetita iuvant:

  1. Mantenere sempre segrete le credenziali del proprio conto – non affidarle a nessuno, soprattutto a chi vorrebbe gestire il vostro patrimonio;
  2. Investire nei mercati cosiddetti regolamentati e sempre utilizzando strumenti regolamentati e semplici;
  3. Occorre anche sapersi accontentare: il mercato, ad oggi, offre rendimenti non esaltanti, ma non bisogna ascoltare il canto delle sirene che promettono il 10% di rendimento; è possibile averlo, ma il livello di rischio è molto elevato – siamo disposti al rischio di perdere tanto, soprattutto se possediamo poco?
  4. Diversificare deve essere il mantra: se puntiamo tutto su un solo prodotto, o la va o la spacca, se differenziamo i nostri investimenti, possiamo essere più tranquilli e sereni;
  5. “Essere eccellente o bravi in un settore specifico” recita il quinto comandamento “non significa automaticamente essere anche un super investitore – a buon intenditor poche parole;
  6. Studiare e informarsi, sempre e comunque: come per ogni altra attività umana, per investire consapevolmente bisogna avere le giuste competenze e informazioni, ma è opportuno averle anche quando affidiamo i nostro guadagni a un consulente finanziario: occorre essere in grado di seguire ogni passaggio di ogni transazione;
  7. Il settimo comandamento dice: “fidarsi è bene, ma verificare sempre a chi ci si sta affidando è meglio”, anche referenze come l’aver lavorato in banca possono non significare nulla.

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