Finanziamento Energia Pulita da Veneto Banca

Un analisi approfondita e molto dettagliata sul prestito Energia Pulita di Veneto Banca.

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Proseguiamo anche oggi nel nostro viaggio tra i principali prodotti creditizi a supporto delle operazioni di installazione degli impianti fotovoltaici o di altri interventi eco-energetici, affrontando l’analisi del pacchetto Energia Pulita di Veneto Banca, un insieme di servizi creditizi che permetteranno alla clientela dell’istituto di credito di poter fronteggiare con maggiore serenità le operazioni di acquisto e di installazione di impianti di produzione di energia pulita, mediante una linea di credito personalizzabile, e dal rimborso pluriennale.

Come d’uso in diversi altri istituti concorrenti, anche Veneto Banca predispone la sua gamma di prodotti eco-energetici suddividendo tecnicamente il finanziamento per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici dal supporto alle altre finalità (anche se, in questo caso, come vedremo tra breve, le differenze tra le due offerte sembrano essere minori che altrove). Procediamo quindi con l’osservazione per gradi evidenziando dapprima tutte le principali caratteristiche del prestito Energia Pulita, per poi concentrarci nel prossimo articolo su quello specificatamente rivolto alle esigenze fotovoltaiche.

Energia Pulita.

Iniziamo, pertanto, con il finanziamento Energia Pulita per finalità eco-energetiche non legate in maniera individuale e puntuale al fotovoltaico. Tale prodotto potrà pertanto essere utilizzato per perseguire obiettivi di riduzione del fabbisogno energetico, come ad esempio avviene in caso di sostituzione della caldaia con modelli ad alta efficienza, sostituzione dell’impianto elettrico e termoidraulico, oppure il miglioramento dell’isolamento termico dell’edificio, con sviluppo della coibentazione delle pareti esterne e del tetto per la riduzione della dispersione del calore, o la sostituzione di finestre e infissi.

L’importo richiedibile.

L’importo ottenibile mediante tale prodotto creditizio oscillerà tra un minimo di 5 mila euro e un massimo di 50 mila euro. Un limite che appare, ai nostri occhi, sufficientemente inferiore a quanto viene contemplato da altri istituti di credito concorrenti come limite di finanziabilità (Intesa Sanpaolo propone, ad esempio, un tetto di 100 mila euro), sebbene non manchino le offerte equivalenti (Banca Sella propone infatti proprio 50 mila euro di cap). Complessivamente, ci sembra un limite piuttosto compatibile con la maggior parte delle esigenze finanziarie, tagliando fuori dal prospetto commerciale i soli interventi più importanti.

La durata dell’operazione.

La durata del Prestito Energia per finalità non specificatamente fotovoltaiche può essere compresa tra un minimo di 18 mesi e un massimo di 84 mesi. Si tratta di un’estensione temporale non particolarmente felice, visto e considerato che non è raro trovare – tra i principali competitors – delle estensioni in grado di giungere facilmente fino ai 120 mesi, o ai 180 mesi (estensioni temporali che invece, come vedremo tra breve, Veneto Banca riserva ad altre categorie di investimenti eco-energetici). La politica di “penalizzare” l’ampiezza delle transazioni creditizie per le finalità non fotovoltaiche non è comunque una rarità nel mercato creditizio italiano, considerato che alcuni big nazionali (es. Banca Sella) fanno anche peggio (72 mesi).

Costi collegati al contratto.

Prima di occuparci dell’aspetto principale delle condizioni contrattuali, legato all’andamento dei tassi di interesse di riferimento, andiamo ad analizzare l’elenco dei più significativi costi connessi al contratto. Le spese di istruttoria sono percepite nell’ordinaria misura di un punto percentuale sull’importo erogato (finora, solamente Banca Sella si era distinta – negativamente – proponendo commissioni di istruttoria anticipate pari a 2 punti percentuali). Non ci piacciono, invece, le spese di incasso rata, pari a 2 euro per ciascuna rata per i finanziamenti anche concernenti l’addebito automatico sul conto corrente. Una commissione che ci sembra piuttosto elevata rispetto a quanto applicato dai principali concorrenti, e che ad ogni modo “ingloba” le commissioni di invio comunicazioni per scadenza rata, che non vengono percepite se l’addebito è automatizzato sul rapporto intestato al debitore. Sono invece percepite commissioni per l’invio delle comunicazioni derivanti dagli obblighi di trasparenza in misura pari a 2 euro (comunque azzerabili nell’ipotesi di invio online). Previste infine ulteriori spese annuali per l’estratto conto (15 euro) e per la certificazione degli interessi passivi (15 euro). Esenti le commissioni di rimborso anticipato del finanziamento.

Il tasso fisso.

Arriviamo quindi ad esaminare il livello dei tassi di interesse applicati al capitale oggetto di prestito energetico. Consideriamo in via preliminare senza dubbio positiva la possibilità di poter prevedere diverse forme tecniche (fisso e variabile), consentendo così alla clientela di Veneto Banca di poter trovare il proprio finanziamento personalizzato, con soddisfazione da parte di coloro che preferiscono poter godere della perfetta pianificazione delle proprie uscite monetarie (l’ipotesi del tasso fisso) o coloro che invece privilegiano un andamento delle rate in linea con quanto proposto dai principali parametri di riferimento sui mercati finanziari (l’ipotesi del tasso variabile).

Per quanto concerne, in maniera più dettagliata, il tasso di interesse fisso, questo risulta attualmente esser calcolato in misura pari all’IRS 5 anni lettera, preso a riferimento per il mese di stipula del contratto, maggiorato di uno spread pari a 7 punti percentuali. Stando ai fogli informativi vigenti, il tasso di interesse applicato per il mese in corso è pari a 8,76 punti percentuali di TAN, per un TAEG pari a 10,71 punti percentuali, comprensivi di commissioni di istruttoria pari a 500 euro (il finanziamento richiesto è di 50 mila euro a 84 mesi), con spese di incasso rata di 2 euro e imposta sostitutiva di 0,25 punti percentuali. Il tasso risulta così essere inferiore a quanto proposto da Intesa Sanpaolo e Banca Sella, ma maggiore rispetto al TAN del 6,15% di Unicredit (ma per il settore fotovoltaico) e all’8% di Cariparma.

Un calcolo esemplificativo dell’importo della rata, per 1.000 euro di capitale, e durata del finanziamento in 84 mesi, ci rivela l’esistenza di un costo pari a 17,47 euro (pertanto, per finanziamenti pari a 50 mila euro, l’importo della rata mensile sarà pari a 873,50 euro).

Il tasso variabile.

Andiamo quindi ad esaminare le caratteristiche relative all’applicazione del tasso di interesse variabile sul capitale oggetto di finanziamento. Caratteristiche che, come noto, produrranno come principale conseguenza quella di generare un piano di ammortamento composto da rate di importo non costante, poiché dipendente dall’evoluzione (positiva o negativa) dei termini di indicizzazione dei tassi.

Nella sua versione a tasso di interesse variabile, il prestito per energia pulita di Veneto Banca propone la parametrazione all’Euribor a 6 mesi, maggiorato di uno spread pari a 6,5 punti percentuali. Sulla base delle rilevazioni effettuate da Veneto Banca nei suoi fogli informativi, ne deriverebbe un costo attuale pari a 8,125 punti percentuali, per un TAEG complessivo (finanziamento di 50 mila euro a 84 mesi) di 9,57 punti percentuali. L’importo esemplificativo della rata per 1.000 euro di capitale, a 84 mesi, è pari a 17,65 euro, con potenziale apprezzamento a 18,39 euro nell’ipotesi di rialzo di 2 punti percentuali del parametro di riferimento dopo due anni. Senza anticipare alcuna conclusione, possiamo già sottolineare come lo spread imposto da Veneto Banca non sia certo tra quelli più convenienti che abbiamo avuto modo di riscontrare nel nostro periodico viaggio sulle offerte concorrenti, sebbene non manchi chi fa certamente peggio (Banca Sella).

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Argomenti: Conti e carte, Mutui e Prestiti, Impianto Fotovoltaico