Fatturazione a 28 giorni: il rimborso slitta a fine maggio, utenti sul piede di guerra

Il rimborso per la fatturazione a 28 giorni slitta nuovamente e stavolta a fine maggio: ecco quanto comunica il Consiglio di Stato.

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Il rimborso per la fatturazione a 28 giorni slitta nuovamente e stavolta a fine maggio: ecco quanto comunica il Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato ha nuovamente rinviato il rimborso inerente all’illegittima vicenda della fatturazione a ventotto giorni. Ricordiamo che tali rimborsi sono stati congelati a dicembre 2018 in attesa delle motivazioni della sentenza del Tar del Lazio che avrebbe dovuto chiarire le modalità in cui sarebbero dovuti avvenire . Ma vediamo cosa è accaduto e sopratutto cosa accadrà.

Il Consiglio di Stato rinvia i rimborsi per gli utenti

I rimborsi agli utenti, per la pratica illegittima della fatturazione a ventotto giorni messa in atto da alcune compagnie telefoniche, erano stati congelati a dicembre 2018 dal Consiglio di Stato. Questo perché si attendeva la sentenza del Tar del Lazio entro il 31 marzo 2019 (che comunque ha confermato che i consumatori dovranno avere il risarcimento) sulle modalità di restituzione del denaro.

È stato però rinviato tutto per la terza volta a fine maggio in attesa delle motivazioni del Tar.

I consumatori sono allibiti in quanto è stato loro preclusa la possibilità di ottenere il rimborso per una pratica sleale adottata da alcuni gestori telefonici. La situazione venutasi a creare risulta ancora più inspiegabile in quanto l’Agcom aveva già deliberato e aveva anche definito le modalità per la restituzione del denaro.

Il giudizio della Federconsumatori

I tempi più lunghi per ottenere rimborsi, comunque, potrebbero spingere gli utenti a desistere e rinunciare a ricevere invece ciò che spetta loro. Se così fosse, il vantaggio ovviamente sarebbe per la compagnie telefoniche.  In merito a tale vicenda la Federconsumatori crede che tutto ciò creerà sfiducia da parte degli utenti nel sistema giudiziario italiano in quanto, nonostante le normativa a tutela esista, prolunga inspiegabilmente i tempi di decisione.

Inoltre un giudizio di merito che chiede alla aziende di telefonia di restituire quanto i loro utenti hanno pagato in più esiste per cui non si capisce perché sia dia loro la possibilità di continuare ad evitare di effettuare i rimborsi. Ripetiamo, infine, che il nuovo termine fissato nel quale si saprà qualcosa in più è la fine di maggio.

Leggete anche: Rimborsi TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb: attesa fino al 31 dicembre per fatturazione a 28 giorni.

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