Diminuisce il risparmio degli italiani

In Italia si riesce a risparmiare sempre meno, non un buon segno per una popolazione che del risparmio aveva sempre fatto la propria bandiera della gestione economica familiare

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Negli scorsi giorni alcune associazioni dei consumatori, e Banca d’Italia, hanno scattato alcune fotografie piuttosto scoraggianti sull’evoluzione del risparmio delle famiglie italiane nel corso degli ultimi anni.

Risparmio degli italiani

Alla luce dei risultati derivanti dalle analisi compiute, ciò che deriva è un’immagine piuttosto funesta per il triennio 2008 – 2010, arco temporale fortemente pessimista per quanto concerne il risparmio dei nuclei familiari della Penisola, la cui capacità si è ridotta dai 55,2 miliardi di euro dell’inizio del triennio, ai 30,6 miliardi di euro che hanno siglato la conclusione di tale periodo.

Risparmio medio famiglie italiane

Facendo i conti in tasca alle singole famiglie italiane, Adusbef e Federconsumatori sostengono che il risparmio medio per nucleo sia infatti sceso a quota 1.168 euro, con una flessione di ben 44 punti percentuali rispetto a tre anni fa. Una flessione che ha riguardato sia il passaggio dal 2008 al 2009 – cioè, l’inizio della crisi economica finanziaria – sia il traghettamento dal 2009 al 2010, biennio nel quale la contrazione della capacità di risparmio delle famiglie ha assunto le sembianze del – 26,6%, come confermato da un parallelo report a firma di Bankitalia. Non solo: dal 2002 ad oggi, la flessione della capacità di risparmio delle famiglie italiane è stata pari a oltre il 67%, con una contrazione che, partendo dall’originaria capacità di 95 miliardi di euro, si è stancamente trascinata all’attuale soglia di 30,641 miliardi di euro. Ma quale il senso dei numeri di cui sopra? In estrema sintesi, si potrebbe ben dire che in Italia si riesce a risparmiare sempre di meno. Una vera disdetta, per una popolazione che del risparmio aveva sempre fatto la propria bandiera della gestione economica familiare. Sulle cause di questa evoluzione negativa, pochi i dubbi: le difficoltà economiche hanno condotto il reddito disponibile a subire continui tagli. Tanto è vero che le sofferenze sui prestiti – continua l’analisi di Banca d’Italia – nel corso degli ultimi cinque anni sono cresciute di oltre il 49%: un dato che è allarmante per quanto concerne le sofferenze sui crediti erogati dalle società finanziarie (+ 88,8%), e che dimostra una migliore attenzione all’analisi del merito creditizio da parte degli istituti bancari, rispetto alle finanziarie appena ricordate (+ 12,2%).

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Risparmio