Decreto sviluppo 2011 usura: alzati i limiti ai tassi

Il decreto sviluppo 2011 innalza la soglia di usura sui tassi di mutui e finanziamenti: allarme dei consumatori

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Soglia usura mutui

Come era ampiamente preventivabile, il nuovo meccanismo di calcolo delle soglie usura per i mutui e altre forme di finanziamento ha provocato come effetto immediato la generazione di un incremento dei tassi limite, in barba a tutte le cautele che sarebbe invece giusto porre in essere per contrastare la tendenza al rialzo dei tassi di interesse applicati da istituti di credito e finanziarie in genere.

Tassi usura 2011

Il pericolo di un forte rialzo dei tassi usura era d’altronde già avvisabile da una prima lettura delle modifiche all’articolo 2, comma 4, legge 108 del 7 marzo 1996, laddove alle parole “aumentato della metà” (in riferimento al tasso medio) sono state introdotte le seguenti: “aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali”. Quanto sopra, sinteticamente, equivale a dire che, mentre per i tassi di interesse medi sostanzialmente elevati l’applicazione della nuova normativa non produce grandi effetti positivi, per i tassi medi sostanzialmente più bassi – come accade appunto per i mutui – la soglia usura compie un brusco balzo in avanti, con pregiudizio per tutti i mutuatari potenziali. Qualche esempio. Secondo quanto affermato dal Centro Tutela Consumatori Utenti, la soglia usura sarebbe aumentata a maggio di 2,7 punti percentuali per quanto concerne i mutui a tasso di interesse fisso. Per quanto riguarda invece i mutui a tasso di interesse variabile, indicizzati all’Euribor o al tasso BCE, l’incremento della soglia usura è stata addirittura di 3,2 punti percentuali.

Carte revolving usura

Come dicevamo, solamente nel caso in cui il tasso di interesse già applicato da banche e finanziarie sia sostanzialmente elevato, è possibile riscontrare margini positivi. È il caso dell’onerosità delle carte revolving sotto i 5 mila euro, per le quali il tasso soglia usura viene ridotto di 0,41 punti percentuali, per un limite che appare oltre modo già elevato di per sé: 18,945%. Insomma, a giusta evidenza, sembra proprio che l’introduzione delle novità del decreto sviluppo non sia stata per nulla salutare per le tasche dei debitori italiani. Le associazioni dei consumatori richiedono pertanto un passo indietro nelle mosse del governo. Saranno ascoltate?

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Argomenti: Immobiliare

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