Credito al consumo: le novità del decreto legislativo 141/2010

Ottime notizie per i consumatori ed i cittadini italiani: finalmente un pò di trasparenza quando si chiede un prestito, e la possibilità successiva di ripensarci

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Per ora Davide-consumatore mozza la scarsa chiarezza di Golia-banche

Decreto 141 credito al consumo

A partire dal 1 giugno 2011 saranno in vigore nuove regole in materia di credito al consumo. Regole introdotte dal d. lgs. 141/2010, e che puntano da una parte a migliorare il grado di trasparenza delle relazioni creditizie e delle operazioni di compravendita, e dall’altra a incrementare il grado di forza contrattuale del cliente che acquisti un bene mediante il supporto finanziario di un istituto di credito. Il Davide-consumatore per ora vince una battaglia contro il Golia-banche. Cerchiamo di analizzare brevemente quali sono i principali punti salienti del Decreto in esame.

Prestiti trasparenti, ma anche meno facili da ottenere

Innanzitutto, il d.lgs. ha ritenuto opportuno soffermarsi sulla parte antecedente la stipula del contratto di credito al consumo. Molto spesso, nelle fasi di negoziazione, manca ogni riferimento scritto alle condizioni da applicare. Altrettanto spesso il consumatore non è fatto oggetto di valutazione del proprio merito creditizio, generando in tal modo delle erogazioni “indiscriminate”, che solo apparentemente apportano beneficio al debitore. L’intervento del legislatore è stato indirizzato in tal senso non solo a evitare tali “indiscriminate” concessioni di credito, rendendo obbligatoria una attenta valutazione del merito del cliente, ma anche a garantire al cliente un’adeguata informazione preventiva, a cominciare dagli annunci pubblicitari, che dovranno fornire in maniera chiara e trasparente i costi cui è soggetto il cliente, e l’eventuale abbinamento obbligatorio con delle polizze assicurative (onere, questo, spesso “sommerso” all’interno delle clausole contrattuali).

Contratti di credito più omogenei: il Taeg come indicatore di riferimento

Altra grande area di intervento da parte del Decreto è poi quella sul contratto di credito al consumo, che dovrà contenere alcune informazioni omogenee, come ad esempio l’evidenza del Taeg, il tasso annuo effettivo globale, che grazie alla sua capacità di sintetizzare tutti i costi collegati direttamente all’operazione di credito, diventerà l’indicatore di riferimento per confrontare le varie transazioni creditizie, fornendo al cliente l’ammontare dell’onerosità del credito concesso. Il contratto di credito, redatto necessariamente in forma scritta, potrà essere anticipato da una informazione precontrattuale gratuita, su richiesta del cliente, che conterrà tutti i dati utili per un confronto con le altre offerte sul mercato, sulla base di uno schema conforme denominato “Informazioni europee di base sul credito dei consumatori”.

Il recesso per ripensamento

Altro macro-tema di riferimento per l’intervento del legislatore è, infine, l’ipotesi di recesso per ripensamento. La possibilità di ripensamento potrà essere esercitata entro 14 giorni dalla conclusione del contratto; se il contratto ha durata indeterminata, il recesso potrà essere effettuato in qualsiasi momento, senza obbligo di preavviso. Altrettanto effettuabile in qualsiasi momento è l’operazione di estinzione anticipata del debito residuo, che permetterà al cliente di riottenere parte dei costi sostenuti, in proporzione alla durata residua del contratto.  

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Argomenti: Mutui e Prestiti

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