Coronavirus: ecco come gli italiani iniziano a risparmiare, cosa tagliare e cosa no

L'indagine SWG evidenzia quello che gli italiani sono pronti a tagliare per risparmiare durante l'emergenza Coronavirus e a cosa non riescono a rinunciare.

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L'indagine SWG evidenzia quello che gli italiani sono pronti a tagliare per risparmiare durante l'emergenza Coronavirus e a cosa non riescono a rinunciare.

Un’indagine recente della SWG dedicata all’impatto dell’epidemia Covid-19 sull’economia delle famiglie ha evidenziato ciò che gli italiani sarebbero pronti a tagliare e a cosa non riuscirebbero a rinunciare in caso di scarsa liquidità. Inoltre gli intervistati hanno comunicato di essere timorosi riguardo al lavoro.

L’indagine della SWG

Il timore principale degli italiani è quello di perdere il lavoro o di non essere più in grado di pagare le rate del mutuo o le semplici bollette (il 35%). Proprio per ovviare a ciò, il 60% delle persone intervistate ha comunicato di credere che il prossimo mese sarà costretto ad attingere liquidità dai propri risparmi. Inoltre dal sondaggio effettuato risulta che il 57% delle persone contattate ha dichiarato di aver ridotto nell’ultima settimana quello che prima acquistava abitualmente. Questo per risparmiare.

A cosa rinuncerebbero gli italiani per risparmiare e a cosa no

Il 77% degli intervistati ha comunicato di essere pronto al taglio degli abbonamenti che aveva sottoscritto nel passato nonché al contributo che erogava in beneficenza (il 52%). Il 47% ha risposto invece di essere pronto a non pagare poi le spese per le assicurazioni e le tasse mentre il 43% le rate dei prestiti o dei mutui. Questo qualora non ci fossero abbastanza soldi per andare avanti., Infine il 41% ha risposto di essere pronto a tagliare l’affitto del negozio o del locale nel quale si svolge la propria attività. Il 37% sarebbe poi disposto a tagliare l’abbonamento del telefono e l’affitto di casa mentre infine il 28% le bollette della luce, del gas e dell’acqua. Queste sono le spese che il campione intervistato deciderebbe di non pagare più per prime qualora avesse dei gravi problemi economici.

A quali abbonamenti farebbero a meno gli italiani

Dal sondaggio della Swg emerge che il 57% degli intervistati potrebbe fare a meno di abbonamenti di musica come Spotify o iTunes mentre il 52% a quelli dei videogiochi come PsPlus o XboX Live. E ancora il 50% ai quotidiani, il 47% a servizi tv a pagamento cme Sky e Netflix, il 44% alla palestra o alle attività sportive per il tempo libero mentre il 37% ad Amazon Prime. Infine il 27% al telefono fisso ed il 9% al cellulare.

Infine secondo l’indagine è la categoria degli autonomi quella che teme maggiori ripercussioni economiche a causa del Coronavirus mentre più ottimisti sono  i lavoratori dipendenti secondo i quali l’ente o la società per la quale lavorano potrebbe subire qualche perdita ma lieve.

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