Conto deposito, quali caratteristiche ha e perché oggi conviene poco

Ecco cosa sono i conti deposito e perché oggi come oggi non sono affatto uno strumento conveniente per l'impiego della propria liquidità.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Ecco cosa sono i conti deposito e perché oggi come oggi non sono affatto uno strumento conveniente per l'impiego della propria liquidità.

Il conto deposito è un vero strumento di investimento a rischio sostanzialmente zero, che il risparmiatore può utilizzare per impiegare in maniera fruttuosa la propria liquidità. Esso presuppone il rispetto di un vincolo temporale minimo, durante il quale il depositante s’impegna a non prelevare le somme, ottenendo in cambio una remunerazione prefissata. In genere, la durata minima del vincolo è di anche solo un mese e quella massima arriva a quattro anni. In concreto, come funziona? Per prima cosa, devi aprire presso la banca un conto corrente, che serve di appoggio al conto deposito. Le somme verranno trasferite dal primo al secondo. L’istituto garantisce un rendimento crescente, in genere, con l’aumentare della durata del vincolo, mentre il risparmiatore s’impegna a non effettuare prelievi.

Perché conviene (in teoria)

Alla banca, il conto deposito conviene, perché le assicura per un dato periodo liquidità pressoché certa, contrariamente al conto corrente, le cui somme possono essere prelevate, pur nei limiti quotidiani pattuiti, senza alcun preavviso. Questo strumento conviene anche al risparmiatore, che potrà ambire a un rendimento, seppure minimo, anziché tenere la propria liquidità infruttuosa su un conto corrente o a casa. E cosa accade, se il risparmiatore decide di prelevare in anticipo, rispetto alla durata minima stipulata per il vincolo? Potrebbe, anzitutto, servire un periodo di preavviso (es., 15 giorni), successivamente al quale potrà effettuare il prelievo, ma al costo di perdere il rendimento offerto. Negli ultimi tempi, al fine di attirare clientela e liquidità presso i conti deposito, le banche stanno prevedendo i cosiddetti tassi di base, ovvero un rendimento minimo garantito anche nei casi di prelievi anticipati. Questo si applica alle somme rimaste vincolate.        

Costi e attuale non convenienza del conto deposito

L’apertura di un conto deposito dovrebbe essere gratuita nella generalità dei casi, mentre è previsto il pagamento di un’imposta di bollo dello 0,20% delle somme vincolate. Diverse banche si accollano spesso questo costo per incentivare i clienti a depositare denaro ai propri sportelli. Quanto ai rischi, si consideri che come i conti correnti, anche i conti deposito sono tutelati fino ai 100.000 euro, per cui potrebbero essere intaccati solo per le somme superiori, nei casi di insolvenza della banca. Il vero problema dei conti deposito è che, allo stato attuale, non sono affatto convenienti. Le principali banche italiane remunerano le somme vincolate su di essi a percentuali prossime allo zero persino per vincoli di durata pluriennale. Unicredit, ad esempio, offre su un suo conto deposito appena lo 0,15% per i vincoli a 2 anni. Al netto dell’imposta di bollo e dell’imposta sui proventi di natura finanziaria (26%), siamo davvero vicinissimi allo zero percento. E non stiamo considerando l’inflazione. A conti fatti, quindi, vincolare i propri risparmi per ottenere pochi euro di rendimento su migliaia di euro depositati non appare un’operazione illuminata. Bisogna attendere la risalita dei tassi di mercato per poter tornare a sperare in una remunerazione almeno non ridicola.  

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Argomenti: Conti e carte, Conti e Libretti, Conti deposito a confronto