Conto corrente, rendimenti reali più bassi dei tassi segnalati

Conti correnti e deposito per nulla convenienti. Rendimenti inferiori ai già infimi tassi offerti.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Conti correnti e deposito per nulla convenienti. Rendimenti inferiori ai già infimi tassi offerti.

I tassi a credito offerti dalle banche sul conto corrente e deposito dei clienti vi sembrano molto bassi? Non stupitevi se nella realtà vi risulteranno persino inferiori. Già prima del crollo dei rendimenti sul mercato, le banche erano solite offrire sui conti correnti tassi a credito prossimi allo zero, una pura formalità, trattandosi di strumenti finanziari, che l’istituto considera un servizio alla cliente, poco meno che un favore a tutti gli effetti.

Anche sui conti deposito non si guadagnava tanto, ma certo che i rendimenti odierni offerti dalle principali banche rasentano il ridicolo: poco più dello zero percento per le scadenze a 2-3 anni. Fin qui, nulla di nuovo. Quello a cui dovete prestare attenzione, però, è il costo complessivo dell’operazione, che potrebbe superare il tasso promesso.

I costi sono essenzialmente l’imposta di bollo, le spese di apertura, di chiusura e quelle legate alle movimentazioni sul conto. L’imposta di bollo è pari a 34,20 euro per le giacenze trimestrali superiori a 5.000 euro sul conto corrente, allo 0,20% della somma per il conto deposito.

Anche ipotizzando che la banca non vi faccia pagare alcuna spesa all’atto dell’apertura o della chiusura del conto e che tutte le operazioni di prelievo e di accredito siano gratuite, resta il balzello dello stato. Va detto che in molti casi, specie per le giacenze più basse, molti istituti si caricano del costo al posto del cliente, ma ipotizzando che ciò non accada, quando inizieremo a guadagnare effettivamente dall’apertura di un conto?

Il tasso a credito offerto è al lordo dell’imposta del 26%. Ciò significa che non dovremmo accettare un tasso lordo inferiore a circa lo 0,26% per un conto deposito, perché pagando l’imposta di bollo dello 0,2% della giacenza, ci andremmo altrimenti sotto. Tanto varrebbe tenere i soldi a casa o lasciarli più comodamente sul conto corrente.

Quest’ultimo, però, per giacenze superiori ai 5.000 euro comporta un costo di 34,20 euro all’anno, che su 10.000 euro medi significa lo 0,34%, un tasso di gran lunga superiore a quello che le banche offrono ai clienti per i conti correnti. Solo per giacenze medie giornaliere superiori di almeno 3 volte, allo stato attuale, potremmo sperare di pareggiare i costi e quanto meno di non rimetterci, sempre che la banca non ci applichi altri costi.

 

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Argomenti: Conti e carte, Conti e Libretti, News Risparmio, Risparmio, Conto corrente