Conti correnti Banca Intesa: aumenti fino a 120 euro all’anno

Dal 1 agosto lasciare soldi su un conto corrente Banca Intesa potrebbe costare salato. Escluse le giacenze medie sotto i 2.000 euro

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Dal 1 agosto lasciare soldi su un conto corrente Banca Intesa potrebbe costare salato. Escluse le giacenze medie sotto i 2.000 euro

Avere un conto corrente in Italia sta diventando eccessivamente oneroso. A pesare sul rapporto non sono solo i bolli dello stato (per giacenze mensili superiori ai 5.000 euro) ma anche i balzelli che ormai quasi tutte le banche fisiche applicano indistintamente alla propria clientela al punto che per tenere soldi in banca si rischia di rimetterci considerato che i conti correnti fruttano ormai interessi pari a zero.

 

Intesa Sanpaolo, ad esempio, alzerà dal primo agosto 2017 i costi di gestione dei conti correnti, ma non è difficile immaginare che presto o tardi anche gli altri istituti di credito seguiranno l’esempio. Intesa Sanpaolo ha cominciato ad avvertire i propri correntisti con delle lettere inviate dai primi di maggio che i rincari arriveranno fino a 120 euro all’anno a seconda della giacenza media e della data di apertura del deposito. Nella manovra sono coinvolte anche i prodotti senza spese come il conto Zerotondo. Gli aumenti, si badi, si aggiungeranno ai canoni – ove previsti dai contratti – già in essere. A conti fatti per circa il 30% della clientela – secondo Intesa – dovrà mettere mano al portafogli per gestire la propria liquidità.

 

Conti correnti più cari, tutta colpa della Bce?

 

Ma quali sono le cause che hanno spinto il primo istituto italiano a una manovra del genere? “Negli ultimi anni – scrive l’istituto ai propri correntisti –  la discesa dei principali tassi di riferimento sul mercato addirittura in area negativa ha determinato un persistente impatto sfavorevole sull’attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità” e “tale impatto ha fatto venire meno l’equilibrio tra costo per la banca del servizio offerto e le condizioni economiche applicate ai conti correnti”. Insomma, tutta colpa della Bce. Ma posto che sia così, quando i tassi torneranno a salire, le banche toglieranno i balzelli oppure li lasceranno?

 

Escluse le giacenze sotto i 2.000 euro

 

Banca Intesa ha però precisato che “l’intervento tocca rapporti di conto stipulati in un contesto economico profondamente diverso, rispetto ai quali – negli anni – non ci sono stati adeguamenti o comunque non in misura sufficiente Sono stati esclusi a priori i conti sociali, quelli legati a particolari convenzioni e le zone colpite dal terremoto. Nel complesso, quindi, non più del 30% delle posizioni verrà rivista”. In concreto comunque dal 1° agosto scattano gli aumenti in base alla giacenza media e dalla data di apertura dei conti. Nessun rincaro per i depositi fino a 2000 euro. Infine l’istituto – nella comunicazione inviata ai clienti – darà inoltre corso a interventi annuali di miglioramento delle condizioni sino all’azzeramento dell’incremento in caso di riduzione della giacenza media annua del conto sia di variazione al rialzo dei valori medi annui del Dfr, cioè il tasso sui depositi.

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Argomenti: Rincari, Conti Correnti