Conti corrente, la tassa occulta sui risparmi

In Italia si risparmia sempre di più ma perché si parla di tassa occulta? Ecco l'analisi di Bankitalia e de Ilsole24ore.com.

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In Italia si risparmia sempre di più ma perché si parla di tassa occulta? Ecco l'analisi di Bankitalia e de Ilsole24ore.com.

Dagli ultimi dati forniti da Bankitalia emerge che alla fine del 2018 c’è stato uno stock di circa millequattrocento miliardi di euro tra depositi, biglietti e conti corrente. Per quanto concerne conti postali e bancari, ad esempio, come comunica anche Ilsole24ore.com, soltanto nel 2018 c’è stato un incremento di tale stock di 20 miliardi. Ecco cosa sta succedendo e perché si parla di tassa occulta sui propri risparmi.

Conti corrente e rendimento zero

Come comunica Ilsole24ore.com l’intervento delle Banche Centrali negli ultimi dieci anni ha determinato dei rendimenti pressoché nulli per i conti correnti. Per avere qualche decimale in più è necessario quindi vincolare il proprio denaro su di un conto deposito. La conseguenza di ciò è che i risparmiatori decidono di lasciare il loro denaro sul conto anche se poi la gestione ha un costo. Secondo gli ultimi dati di Banca d’Italia, infatti, si spendono in media circa 79 euro per conti corrente tradizionali e 15 euro circa per quelli in modalità online.

I risparmiatori, comunica il direttore commerciale della AcomeA Sgr il cui nome è Matteo Serio, hanno poche conoscenze sui prodotti finanziari. Essi si limitano infatti a sottoscrivere soltanto buoni fruttiferi postali o a lasciare il proprio denaro su conti deposito. Ovviamente, a causa dei tassi monetari della zona Euro, i loro rendimenti risultano praticamente inesistenti. Serio asserisce che così facendo, si lascia il proprio denaro sul conto corrente senza considerare i costi occulti che vanno dal cambio di strategia con una che renda di più all’inflazione.

L’andamento dell’inflazione

L’andamento della liquidità della famiglie italiane tra conti correnti postali-bancari e biglietti, come comunica Ilsole24ore.com, dal 2005 è salito. L’incertezza su politica e mercati spinge infatti gli italiani a tenere maggiore liquidità e sempre più denaro sui conti corrente anche perché alternative che facciano guadagnare qualcosina sono poche. Inoltre l’Italia non è tra le nazioni ai primi posti per l’educazione finanziaria. Ci si accontenta, infatti, di guadagni semplici come i titoli di Stato e non si prendono in considerazione altre forme di investimento.

Il direttore della AcomeA Sgr, il cui nome come detto è Matteo Serio, ritiene che un altro fattore per porta gli italiani “a essere molto liquidi” è che c’è una copertura assicurativa davvero scarsa. Nel nostro paese l’assicurazione auto viene stipulata da tutti coloro che hanno un mezzo di locomozione mentre quella sulla vita, sul rischio invalidità ed altro viene stipulata da pochi. Secondo Serio tenere il denaro sul conto pensando che poi esso potrà servire per emergenze future non è una buona soluzione in quanto utilizzare coperture assicurative potrebbe garantire una maggiore efficienza.

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