Confronto tra mercato libero e maggior tutela, ecco come valutare le offerte

Costano meno le bollette del mercato libero e quello a tutela?

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Mercato libero vs maggior tutela

Snocciolati un po’ di numeri all’incontro con la Commissione Attività produttive della Camera. Il Presidente dell’Authority Stefano Besseghini che, nonostante da anni il mercato libero delle forniture la fa da padrone, sono ancora 12,9 milioni in Italia le famiglie che invece si affidano a quello di maggior tutela.

Mercato libero vs maggior tutela

Quale preferire tra i due? La fornitura del mercato libero o quella di maggior tutela? Besseghini ci svela un po’ di statistiche a riguardo e che ci dice che, almeno in media, ad avere la meglio è quello di maggior tutela, con 4 centesimi di euro in meno per kilowattora. Come dicevamo, però si tratta di una media, bisogna infatti considerare che nel mercato libero le offerte sono molteplici e non è facile trovare qualche proposta deditamente migliore rispetto a quella stabilita dal mercato di maggior tutela, così come è altrettanto possibile trovare qualche offerta più cara.

Che fare quindi? La soluzione migliore dunque è quella di valutare attentamente le offerte proposte, confrontarle tra loro e verificare che ci sia effettiva convenienza se decidiamo si passare al mercato libero. Naturalmente, c’è un modo sicuro per farlo, senza affidarsi cioè semplicemente agli articoli online. Esiste infatti il portale delle offerte, un sito dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) che si propone proprio come perfetto motore per confrontare tutte le offerte disponibili.

I dubbi tra mercato libero e maggior tutela

Altrettanto importante è anche quello relativo ai consumi, lo trovate sempre sulla piattaforma di ARERA, ma su un differente indirizzo. In questo caso per l’accesso è necessario inserire il proprio SPID e avrete tutte le informazioni relative ai vostri consumi.

Come dicevamo, sono quasi 13 milioni le famiglie che si affidano ancora al mercato di maggior tutela. Per quanto riguarda invece i fornitori, in questo caso i numeri sono schiaccianti, Enel fornisce il 67% dell’energia consumata, Eni il 6,4%. A seguire i gruppi Acea, Hera, A2A, ciascuno col 3% circa.Il numero di fornitori di energia è ormai molto cospicuo, ma tutti gli altri gruppi sono sotto questa soglia del 3%.

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