Chiamate dall’estero: costi uguali alle nazionali? Rimborsi Tim e Wind

E' possibile chiedere il rimborso ai gestori Tim e Wind che hanno applicato tariffe che violano la normativa Europea per quel che riguarda le chiamate effettuate dall'estero.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
E' possibile chiedere il rimborso ai gestori Tim e Wind che hanno applicato tariffe che violano la normativa Europea per quel che riguarda le chiamate effettuate dall'estero.

Per quel che riguarda le chiamate dall’estero Wind e Tim hanno violato le norme UE ed è possibile per i clienti chiedere il rimborso di quanto pagato indebitamente.

Dal 30 aprile 2016 il costo dei servizi in roaming non può superare quello massimo stabilito dal Regolamento UE, mentre a partire da giugno 2017 il prezzo delle chiamate dall’estero dovrà essere equiparato a quello del proprio Paese.

Dal 30 aprile 2016, quindi, il costo dei servizi offerti dagli operatori di rete mobile per le chiamate dall’estero non potrà essere superiore a 23,18 centesimi di euro al minuto Iva inclusa per le chiamate in uscita, 1,39 €cent/min IVA inclusa per le chiamate in entrata, 7,32 €cent/SMS IVA inclusa per gli sms in uscita e 24,40 €cent/MB IVA inclusa per la connessione dati.

In questo modo la normativa europea aveva l’intenzione di abbassare le salate tariffe in  roaming ma i gestori Tim e Wind, poco inclini ad abbassare le tariffe,  hanno continuato come se nulla fosse applicando ai propri clienti senza preavviso dei piani tariffari flat per i servizi in roaming.

Tim non ha dato la possibilità di tariffazione al consumo imponendo un’opzione tariffaria per il roaming in chiamata in Europa do 3 euro al giorno per 100 minuti di chiamate, 100 sms ealtri 3 euro al giorno per la connessione dati. Inoltre il gestore aveva modificato l’opzione flat “Tim in viaggio full” senza comunicarlo agli utenti; in questo modo tutti i clienti che avevano sottoscritto tale opzione che prevedeva ,16€ al minuto per le chiamate dall’estero con 0,16€ di scatto alla risposta e 0,16€ per ogni SMS inviato o ricevuto, si sono visti applicare le nuove condizioni economiche flat sopra descritte.

Per quel che riguarda Wind, invece, aveva attivato a tutti i propri clienti un’opzione per il roaming in Europa flat, definendola molto equivocamente “Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea” al costo di 2 euro al giorno per 15 minuti di chiamate effettuate, 15 minuti di chiamate ricevute, 15 SMS e 50 MB di traffico Internet.

L’Agcom, su denuncia dell’Aduc ha avviato un’istruttoria e ha diffidato i due gestori a mettersi in regola entro il 30 giugno 2016.

Tim con un comunicati pubblicato sul sito della società ha annunciato che dal 4 luglio 2016 ha eliminato la tariffa base (il pacchetto flat) consentendo ai propri clienti di utilizzare una tariffazione al consumo anche se sulla pagina dedicata al roaming dall’estero tale possibilità non è evidenziata.

Wind, invece, non ha preso una posizione chiarissima: Per ogni tipologia di sim è possibile utilizzare la tariffa a consumo, che viene però equivocamente chiamata “Opzione”. Sempre nella stessa pagina dedicata alle tariffe dall’estero si trova poi la voce “Tariffa Base dall’estero”. Qualsiasi consumatore immaginerebbe che questa tariffa base sia per l’appunto quella a consumo e invece no, è il pacchetto tariffario sotto istruttoria Agcom. Ancora una volta, Wind cerca di confondere i propri clienti. Si legge infatti sul sito che “E’ bene sapere che è sempre possibile tornare all’Offerta per la nuova Regolamentazione valida in unione Europea disattivando le opzioni Wind valide in UE o la tariffa a consumo precedentemente attivate”.
Wind in buona sostanza considera la tariffa a consumo come una “opzione da attivare” e non come la tariffa base che si può usare in assenza di altre opzioni tariffarie.

In ogni caso si può chiedere il rimborso al gestore degli importi pagati in eccedenza ai massimi tariffari previsti dall’Unione Europea, sia per chi si era ritrovato attivata senza saperlo l’opzione “Europa Daily Basic” (3 euro al giorno) sia per chi aveva subìto la modifica dell’opzione Tim in Viaggio Full (4 euro al giorno), sia – ancora  – per chi si è ritrovato attiva l’opzione Wind denominata “Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea” (2 euro al giorno), chiedendone la restituzione con raccomandata AR di messa in mora o con pec .

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Argomenti: Tutela consumatori, Offerte Tim, Offerte Wind, Rimborsi