Che succede alle aziende che non sono passate al mercato libero?

Il 31 dicembre c'è stata la fine del regime di tutela per le aziende. Ma cosa è successo a quelle che non hanno scelto un operatore e perché potrebbero sostenere costi più alti per l'energia?

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Il 31 dicembre c'è stata la fine del regime di tutela per le aziende. Ma cosa è successo a quelle che non hanno scelto un operatore e perché potrebbero sostenere costi più alti per l'energia?

Il 31 dicembre 2020 è terminato il regime di tutela e molte aziende non hanno ancora scelto un nuovo operatore. Il problema è che il prezzo unico nazionale della luce e del gas è salito e i rincari potrebbero continuare. In ogni caso chi non è ancora passato al mercato libero è entrato in automatico nel regime detto a tutele graduali. Ma che significa?

Regime a tutele graduali per le aziende: che significa?

Le aziende che dopo il 31 dicembre 2020 non hanno ancora scelto un operatore sono entrate nel regime a tutele graduali. Significa che continuano ad essere fornite dal vecchio operatore senza alcuna interruzione ma le condizioni economiche non sono più gestite dall’Arera bensì dal fornitore. L’Autorità, però, ha sempre il compito di decidere sulle condizioni contrattuali fino al 30 giugno di quest’anno. Da tale data, poi, chi ancora non ha scelto nulla verrà acquisito da altri operatori in base alle aste bandite sul territorio.

Sembra quindi tutto tranquillo ma c’è un problema ovvero le tariffe. Da un’indagine di Selectra (il comparatore di luce, gas ed internet), infatti, emerge che il costo dell’energia è aumentato del 20% a gennaio. Secondo le previsioni di Althesys (società con competenze di eccellenza nei settori dell’ambiente, energia, etc), poi, i costi aumenteranno ancora. Il prezzo unico nazionale dell’energia potrebbe infatti salire da 70 ad 80 centesimi/Kwh per poi scendere di nuovo già da marzo.

La convenienza del mercato libero per le aziende

Le aziende che sono entrate già nel mercato libero a gennaio pagano circa il 10% in meno rispetto al regime di tutele graduali per le tariffe orarie ed il 6% in meno per le tariffe monorarie. La domanda che nasce spontanea è quindi il perché di questa differenza dato che il prezzo unico nazionale determina le tariffe sia del mercato tutelato che libero. La risposta è la maggiore libertà di scelta del mercato libero che a breve diventerà obbligatorio anche per le famiglie e le piccole imprese.

Alcuni operatori di tale settore, infatti, propongono prezzi della componente energia bloccati per 12 ed addirittura 24 mesi senza che subiscano quindi le oscillazioni del mercato. Il prezzo è in media sui 65 centesimi/Kwh o anche 53 centesimi/Kwh per le offerte più convenienti come comunica Selectra.

Per proteggersi dai rincari di febbraio che potrebbero essere di circa il 14% in F0 rispetto a gennaio e di quelli a venire il suggerimento sarà quello di prestare la massima attenzione ai costi variabili che potrebbero convenire solo in caso di promozioni o di sconti.

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