Centrale rischi Banca d’Italia e interbancaria: più trasparenza e correttezza

La valutazione del merito creditizio non deve riguardare solo i prestiti personali ma anche le cessioni del quinto dello stipendio

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Come il consumatore è tutelato dalla Centrale Rischi Banca d’Italia e dalla Centrale Rischi Interbancaria – Come noto, le banche e gli intermediari finanziari – al fine di valutare l’affidabilità del consumatore, in termini di storicità delle relazioni finanziarie – si affidano alla mole di informazioni fornite dalle banche dati pubbliche e private, come la Centrale rischi della Banca d’Italia e i vari Sistemi di informazioni creditizie, per definire in tal modo il “merito creditizio” di ogni singolo cliente. L’attuazione del Decreto legislativo 141 del 2010 divenuto operativo dal 1 giugno 2011, prevede tra le altre un’importante novità nell’ambito  delle tutele a favore del consumatore: in  particolare, quest’ultimo ha il diritto di conoscere se il credito sia o meno stato rifiutato in conseguenza di una notizia negativa rinvenuta in banca dati, essendo così posto a conoscenza dei dati consultati.

Valutazione merito creditizio

Il provvedimento della Banca d’Italia è stato integrato anche da alcune risposte chiarificatrici disponibili sul sito dell’Istituto di Via Nazionale. In sintesi, è necessario che la valutazione del merito creditizio non avvenga solo per le operazioni di credito personale (prestiti personali, leasing, carte di credito) e di credito immobiliare (mutui), ma anche per le operazioni di cessione del quinto dello stipendio o della pensione, tradizionalmente “trascurate”, sotto questo punto di vista, a causa dell’elevata garanzia di solvibilità derivante dalla trattenuta delle rate sulla busta paga e sul cedolino pensione. Si noti che, in merito, la legge non prevede comunque un obbligo tassativo di consultazione delle banche dati; tuttavia, qualora questo avvenga, e nell’ipotesi di rifiuto della richiesta, il finanziatore è tenuto a comunicare al richiedente anche il risultato della consultazione.

Trasparenza cessione del quinto

Nonostante tali linee guida, alcune perplessità sono state rilevate nell’ambito della già ricordata cessione del quinto dello stipendio; ci si è infatti domandato se la disciplina delle banche dati si applichi anche alle interrogazioni effettuate dai finanziatori su richiesta delle compagnie assicurative per raccogliere informazioni sulla situazione creditizia dei datori di lavoro dei consumatori. La Banca d’Italia è intervenuta ribadendo che l’accesso alle banche dati è consentito esclusivamente per la finalità di valutazione del merito creditizio del consumatore da parte del finanziatore: al di fuori di tale ambito,  il trattamento dei dati contenuti nei sistemi di informazioni creditizie può ritenersi vietato dalla normativa in materia di protezione dei dati personali. Dalle risposte chiarificatrici presenti sul sito di Bankitalia, due paiono di particolare interesse: ci si chiede infatti se gli obblighi di trasparenza previsti per l’offerta attraverso intermediari del credito si possano applicare anche ai motori di ricerca online, cioè ai siti web specializzati nella comparazione tra prodotti di credito al consumo che si avvalgono di link diretti alla pagina web del finanziatore e se gli stessi si applicano alle offerte attraverso operatori telefonici, privi di poteri di rappresentanza del finanziatore, che contattano i potenziali clienti per proporre la sottoscrizione di prodotti di credito. La Banca d’Italia ha risposto che gli obblighi di trasparenza gravano sul finanziatore e, solo quando egli si avvalga di intermediari nell’offerta dei propri prodotti, anche i suoi intermediari sono tenuti ad assolverli. Quanto sopra presuppone pertanto l’esistenza di un contratto con il finanziatore, che non sussiste, per quanto ovvio, per i motori di ricerca “generica”. Sul secondo punto, Banca d’Italia ha invece risposto che l’attività di vendita telefonica è vietata in assenza di un preventivo consenso da parte del consumatore. Nel caso di consenso manifestato, l’operatore dovrà seguire le regole sulla trasparenza e in primis illustrare le caratteristiche del prodotto trattato.    

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Argomenti: Mutui e Prestiti