Carte prepagate e Bitcoin nel mirino UE con la scusa della lotta al terrorismo

Bitcoin e carte prepagate, restrizioni in arrivo da parte della UE. Con la scusa della lotta al terrorismo, si riducono spazi di libertà.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Bitcoin e carte prepagate, restrizioni in arrivo da parte della UE. Con la scusa della lotta al terrorismo, si riducono spazi di libertà.

Restrizioni UE in arrivo per Bitcoin e carte prepagate L’Europarlamento di Strasburgo ha proposto che la Commissione europea crei e supervisioni una task force, che esiti raccomandazioni agli stati membri su come regolamentare l’uso delle valute digitali come i Bitcoin, in modo da impedire che queste diventino appetibili per chi avesse intenzione di commettere atti criminali, come i terroristi. Allo stesso tempo, però, i deputati hanno messo in guardia Bruxelles dall’adottare una regolamentazione troppo rigida sulle cosiddette “cripto-valute”, perché queste hanno in sé potenzialità per i consumatori e lo sviluppo dell’economia. Si andrebbe, quindi, verso una stretta sull’utilizzo dei Bitcoin, che in quanto anonimi non consentono alle autorità dei vari paesi di conoscere chi li utilizzi e per quali scopi. Secondo uno studio dello scorso mese di ottobre del Tesoro di Londra, le monete digitali sarebbero le più utilizzate per acquisti online di beni illeciti, come le armi. Al contempo, non pare sia emerso un collegamento diretto con il riciclaggio di denaro, che il governo britannico vedrebbe, però, nel caso in cui l’uso di questi strumenti si diffondesse.

Lotta al terrorismo è un pretesto

A giugno, la Commissione dovrebbe varare nuove misure più restrittive contro Bitcoin e carte prepagate, anche queste ultime considerate allettanti per i terroristi o altre categorie criminali, in quanto spesso non si conoscono i nomi dei titolari, né di chi effettivamente le utilizzi. Che qualsiasi strumento di pagamento tendenzialmente anonimo possa fare gola a chi ha scopi poco leciti è certamente vero. Tuttavia, è come se vietassimo o monitorassimo con attenzione maniacale gli acquisti di coltelli da cucina, perché qualcuno potrebbe usarli per ledere gli altri nel corso di una lite.      

Boom Bitcoin coincide con crisi banche

Se a giugno ci saranno restrizioni, aspettiamoci che prima o poi si compia il passo più importante di iniziare a ridurre considerevolmente anche l’uso del contante, in sé anonimo anch’esso. Che vi sia dietro solo la volontà di combattere il terrorismo e la criminalità organizzata appare dubbio. I Bitcoin nascono nel 2009, ma il loro boom si ebbe nel 2013, dopo che a Cipro fu adottato il primo “bail-in” in Europa, con i risparmiatori delle banche ad avere subito parte delle perdite degli istituti in cui detenevano i loro conti. L’ondata di paura per quella, che da quest’anno sarebbe diventata una legislazione in tutta l’Eurozona, spinse molti investitori a fuggire dal circuito bancario ufficiale e a puntare sulle monete digitali, che in quanto smaterializzate e non emesse da alcuna banca centrale, appaiono in grado di garantire una sfera minima di riservatezza e di libertà. Il successo dei Bitcoin, però, è diventato il termometro della crisi di fiducia verso le banche e gli istituti centrali e guarda caso da quel momento sono stati oggetto di attenzioni particolari da parte delle autorità americane prima ed europee dopo. La lotta al terrorismo c’entra, ma molto poco. A Bruxelles vogliono tagliare le gambe a ogni strumento di pagamento sfuggente al controllo della BCE e dei governi nazionali.  

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Argomenti: Conti e carte