Carte di credito e la trappola degli interessi nascosti

L'Associazione Codici comunica che molti consumatori scelgono di utilizzare la carta di credito pagando le spese a rate senza però conoscere a fondo tutti i rischi economici che si corrono.

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L'Associazione Codici comunica che molti consumatori scelgono di utilizzare la carta di credito pagando le spese a rate senza però conoscere a fondo tutti i rischi economici che si corrono.

Il pagamento con la carta di credito è sicuramente quello più comodo ma anche il più pericoloso. L’Associazione Codici comunica infatti che molti consumatori scelgono di utilizzare tale strumento di pagamento senza però conoscere a fondo tutti i rischi che si corrono. Ecco le info.

Interessi nascosti sulle spese a rate con la carta di credito

L’avvocato dell’Associazione a difesa dei consumatori “Codici” comunica che chi sceglie di rateizzare una spesa effettuata con la carta di credito sopratutto quella di tipo “revolving” non sa con precisione quanto poi andrà a versare. Per chi non lo sapesse, tale tipologia di carta rientra in quella delle ricaricabili e ha le medesime funzionalità di quella tradizionale a saldo. A differenza di quest’ultima, però, la carta di credito revolving consente di effettuare acquisti indipendentemente dai fondi che ci sono sul proprio conto corrente.

Il debito nei confronti dell’Istituto Finanziario, poi, si dovrà ripagare con rate mensili che avranno un importo costante. Il problema è proprio questo in quanto capita che alle volte i documenti forniti dalle Banche o dalle aziende non danno la possibilità di capire esattamente se sono stati calcolati degli interessi sugli interessi. L’avvocato dell’Associazione comunica che se così fosse si tratterebbe di anatocismo (ovvero di interesse composto) che è vietato dalla Legge.

La Banca d’Italia dà questa definizione dell’anatocismo: “calcolo degli interessi sugli interessi che sono già maturati su una somma dovuta”. L’esempio che viene fatto riguarda un cliente che il 1° gennaio deve alla Banca 1.000 euro (capitale), cifra sulla quale maturano nel corso degli anni degli interessi dell’1% su base annuale. Al 31 dicembre, quindi, il cliente dovrà restituire 1.010 euro ovvero 1.000 euro di capitale iniziale più 10 euro di interessi.

Per tutte le operazioni bancarie, però, le nuove regole vietano che vi sia la produzione di interessi su interessi dovuti alla Banca da parte del cliente.

L’indagine condotta dalla School of Management

Un’indagine condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano con il patrocinio di Moneyfarm mostra che dal 75% degli Istituti di Credito arrivano dei conti poco chiari. Proprio per questo l’Associazione Codici si è attivata cercando di difendere i consumatori e aiutandoli a capire se tutto fosse in regola o se avessero avuto sottrazioni di denaro ingiustificate.

Codici ha quindi verificato con attenzione la documentazione in materia di investimenti e gestione portafogli per cui comunica di essere pronta a valutare le azioni degli Istituti sulle carte di credito. Qualora dall’indagine che si effettuerà risultino delle irregolarità si valuterà la possibilità di chiedere un rimborso di quanto versato ingiustamente a causa dell’applicazione di tassi di interesse che invece non erano dovuti.

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