Buono fruttifero postale emesso su modulo serie P: ottenuto rimborso interessi risultanti da tabella

Il Collegio di Napoli accoglie richiesta risparmiatore: chiesto e ottenuto rimborso interessi risultanti dietro alla tabella del buono fruttifero postale serie P dall'anno 21° al 30°.

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Il Collegio di Napoli accoglie richiesta risparmiatore: chiesto e ottenuto rimborso interessi risultanti dietro alla tabella del buono fruttifero postale serie P dall'anno 21° al 30°.

In data 18 novembre sul sito ufficiale dell’Arbitro Bancario Finanziario sono state pubblicate nuove decisioni prese anche in merito ai buoni fruttiferi postali, prodotto emesso dalla Cassa Depositi Prestiti e collocato sul mercato da Poste Italiane. Il ricorso presentato e per il quale si è espresso il Collegio di Napoli riguarda un risparmiatore in possesso di un buono fruttifero postale emesso nel giugno 1988 sul modulo della serie P. Il problema è nato perché in sede di rimborso, l’intermediario gli ha riconosciuto un importo più basso rispetto a quanto dovuto. Poste Italiane doveva corrispondergli gli interessi risultanti dalla tabella dietro al titolo in quanto il timbro apposto con i nuovi interessi rispetto alla tabella stampata riguardavano solo i primi 20 anni lasciando inalterata la rendita fissa bimestrale promessa dal 21°anno al 31 dicembre del 30° anno dall’emissione. Per questa circostanza il ricorrente ha confidato che conservando il titolo fino all’anno trentesimo gli sarebbero stati liquidati gli interessi indicati. Ecco cosa è accaduto.

La controdeduzioni di Poste Italiane sul buono fruttifero in oggetto

Il risparmiatore che ha presentato ricorso si è lamentato del fatto che l’intermediario ha valutato il suo buono fruttifero postale in base ai rendimenti della serie Q per tutti i 30 anni senza considerare il tenore diverso del titolo. La parte chiamata in causa, però, si è difesa precisando che il buono in oggetto era a tutti gli effetti della serie Q istituita con decreto ministeriale del 13 giugno 1986. La tabella dei rendimenti che era allegata al decreto indicava i saggi di interessi e le somme che dovevano essere rimborsate con interesse composto fino al ventesimo anno (8%, 9%, 10,5% e 12%). Dal 21° al 30° anno, invece, l’interesse doveva essere semplice (12%).

La decisione del Collegio di Napoli sul bfp oggetto della controversia

Il Collegio di Napoli con decisione numero 17583 del 9 ottobre 2020, qui il link, ha comunicato che nel caso del buono fruttifero postale oggetto del ricorso si sarebbe ingenerato un legittimo affidamento del sottoscrittore che avrebbe confidato nella volontà di Poste Italiane di assicurare un rendimento più alto di quello previsto dai provvedimento del Governo. Il Collegio ha infatti constatato che nella nuova tabella inserita dietro al titolo era inserito il rendimento soltanto per i primi 20 anni senza comunicare nulla degli ultimi 10 anni. Per questo motivo per il periodo dal 21° al 30° anno, il Collegio ha deciso che l’intermediario dovrà rideterminare gli interessi applicando quelli presenti sulla tabella originaria.

È vero che il ricorso è stato vinto ma adesso c’è un problema ovvero quello dell’inadempienza dell’intermediario. A questa pagina, aggiornata proprio al 18 novembre, c’è un lungo elenco di intermediari inadempienti tra cui anche Poste Italiane in merito alle decisioni sui buoni fruttiferi postali. Quando si verifica questa situazione, il risparmiatore deve attivare un’azione giudiziaria portando come prova anche la decisione dell’Abf. Nonostante questo, però, non è detto che il Tribunale si adegui.

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