Buoni postali serie O/P: l’Abf di Torino accorda la riscossione degli importi riportati nella tabella sul retro

La vicenda delle 2 risparmiatrici di Cuneo che con i loro buoni fruttiferi serie O/P sono riuscite ad ottenere più di 100 mila euro rispetto a quanto voleva corrispondere l'intermediario.

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La vicenda delle 2 risparmiatrici di Cuneo che con i loro buoni fruttiferi serie O/P sono riuscite ad ottenere più di 100 mila euro rispetto a quanto voleva corrispondere l'intermediario.

C’è stata una nuova vittoria ottenuta presso l’Arbitro Bancario Finanziario di Torino riguardante dei buoni fruttiferi postali della serie O/P. Tali titoli erano stati sottoscritti nel 1989 da due risparmiatrici residenti nella provincia di Cuneo e grazie all’aiuto dell’avvocato Alberto Rizzo di Bra sono riuscite ad ottenere un indennizzo superiore ai 100 mila euro. Ecco la vicenda.

La vicenda delle2 risparmiatrici di Cuneo in merito ai bfp

Il Collegio di Torino dell’ABF con decisione numero 16076 del 17 settembre 2020 ha sancito il diritto di due risparmiatrici di Cuneo cointestatarie di due buoni postali fruttiferi a riscuotere gli importi riportati dietro ai buoni di oltre 71 mila euro ciascuno e non quelli riconosciuti da Poste Italiane che erano invece pari a solo 28 mila euro. I buoni in questione erano della serie O/P emessi nel 1989. Il DM del 1986 aveva però cambiato i rendimenti mediante un timbro che l’intermediario aveva apposto su di essi. Il timbro in questione, però, prevedeva nuovi interessi soltanto per i primi 20 anni di validità del buono senza dire nulla degli interessi che dovevano essere corrisposti alle risparmiatrici per gli ultimi dieci anni e quindi dal ventunesimo al trentesimo.

Il Collegio per questo motivo ha deciso di condannare l’intermediario a rimborsare le risparmiatrici con gli interessi previsti dalla serie P per i primi 20 anni e dalla serie O per gli ultimi 10 anni. Grazie a questa sentenza le risparmiatrici sono riuscite ad ottenere più di 100 mila euro rispetto a quanto voleva corrispondere l’intermediario.

L’avvocato Rizzo, specializzato in diritto bancario e postale, invita quindi tutti i risparmiatori in possesso di un buono emesso dopo il mese di giugno 1986 a farlo esaminare per capire se ha diritto o meno ad un importo maggiore rispetto a quello determinato anche se il titolo è già stato incassato.

Ovviamente se nel frattempo è avvenuta la prescrizione (dopo 10 anni dalla scadenza del titolo) non si potrà fare nulla.

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