Buoni postali fruttiferi: ottenuto rimborso di oltre 72 mila euro rispetto a quello riconosciuto

Buoni postali fruttiferi: ottenuto riconoscimento rimborso più alto rispetto a quello che era stato riconosciuto. Nuova vittoria a favore di due risparmiatori.

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Buoni postali fruttiferi: ottenuto riconoscimento rimborso più alto rispetto a quello che era stato riconosciuto. Nuova vittoria a favore di due risparmiatori.

È arrivato un nuovo provvedimento del Collegio di Milano dell’Arbitro Bancario Finanziario a favore di due risparmiatori. Costoro, grazie all’avvocato Rizzo, sono riusciti ad ottenere per i buoni fruttiferi postali in loro possesso degli importi superiori rispetto a quelli riconosciuti da Poste Italiane. Ma vediamo cosa è accaduto.

Buoni postali fruttiferi: ottenuto riconoscimento rimborso più alto

Due risparmiatori di Bergamo cointestatari di 12 buoni fruttiferi postali serie Q/P emessi da dicembre 1986 a novembre 1988 sono riusciti a riscuotere gli importi riportati dietro alla tabella degli stessi pari a circa 170 mila euro e non quelli inferiori riconosciuti da Poste Italiane che erano pari a 97 mila euro.

I risparmiatori avevano chiesto all’intermediario di riconoscere loro gli interessi riportati dietro al titolo senza ricevere parere positivo. Il problema è che sui buoni c’è stata una modifica dei rendimenti per Decreto Ministeriale del 1986 con apposizione timbro nuova serie e tabella nuovi rendimenti. Quest’ultima però prevedeva soltanto gli interessi dovuti per i primi 20 anni di validità dei titoli senza comunicare gli interessi dall’anno ventunesimo al trentesimo.

La decisione del Collegio di Milano sui 12 buoni fruttiferi postali

La decisione del Collegio di Milano è stata a favore dei risparmiatori. Questo perché è stata affermata la prevalenza di quanto riportato dietro ai buoni postali fruttiferi rispetto al DM: dietro ai titoli, infatti, vi era solo un timbro riportante gli interessi dovuti per i primi 20 anni di validità dei titoli e nulla per gli interessi da corrispondersi a favore dei risparmiatori per gli ultimi dieci anni (21° al 30° anno).

Con tale provvedimento Poste Italiane è stata condannata a rimborsare ai risparmiatori assistiti dall’avvocato Alberto Rizzo di Bra, esperto in diritto bancario, gli interessi previsti dietro alla tabella originale dei titoli per gli ultimi 10 anni di validità e non quelli riconosciuti inizialmente dall’intermediario.

L’avvocato Rizzo comunica che questa è una decisione importante per i tanti possessori di bfp che nel corso di questi anni si sono recati presso gli uffici postali  e si sono visti riconoscere importi più bassi rispetto a quelli previsti nel buono. Proprio per questo l’esperto in diritto bancario invita chi ha un titolo emesso dopo giugno 1986 a farlo esaminare per capire se può ricevere un importo maggiore rispetto a quello determinato dall’intermediario. L’analisi del titolo sarà possibile anche se il buono è già stato incassato purché non sia prescritto. Ricordiamo che la prescrizione c’è dopo dieci anni dalla scadenza del titolo.

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